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“La sicurezza non è garantita”

E' la presa di posizione senza precedenti da parte dei lavoratori della Casa di riposo. Situazione segnala a prefetto, vigili del fuoco e Spisal, ignorato il sindaco Barbierato.

“La sicurezza non è garantita”

Se dopo aver annunciato che il dado è tratto, Cesare oltrepassò il Rubicone, decretando di fatto l’inizio della fine dell’età repubblicana a Roma, i dipendenti della Casa di riposo hanno deciso di uscire definitivamente allo scoperto ed hanno oltrepassato il Canalbianco per bussare alle porte di prefetto, pompieri e Spisal. E la lettera che hanno consegnato contiene segnalazioni gravissime che rappresentano un vero e proprio “atto di guerra” nei confronti della presidente Sandra Passadore e del direttore Mauro Badiale. Una cosa è certa: da domani in riviera Sant’Andrea non sarà più la stessa cosa.

Ecco il testo della lettera spedita giovedì scorso, 6 giugno, al prefetto Maddalena De Luca, al comandante provinciale dei vigili del fuoco Giorgio Basile e al dipartimento Spisal dell’Ulss 5 Polesana.

“Il personale del Centro servizi anziani - si legge testualmente - vuole denunciare la propria preoccupazione su come viene gestita la sicurezza in questa struttura, in particolare non sono state adottate misure idonee per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli ospiti. Vi è la convinzione che la prevenzione incendi e più in generale la salute e sicurezza dei lavoratori, deve essere un interesse pubblico. Le istituzioni, gli organi di controllo, dovrebbero vigilare che la direzione di un centro servizi anziani, ente accreditato dalla Regione Veneto secondo gli standard delle legge 22, ottemperi a tutti gli adempimenti cogenti. Confermiamo quanto viene scritto dalla stampa quasi quotidianamente: vi sono costanti minacce, intimidazioni, il personale è oberato di lavoro è oberato di lavoro. Il rischio movimentazione manuale dei carichi, il rischio stress lavoro correlato, sono cose astratte?”.

E ancora: “Il giornale ‘La Voce di Rovigo’ del 2 giugno scorso evidenzia il blocco di porte per scongiurare l’uscita non autorizzata degli ospiti a scapito della sicurezza antincendio. Vogliamo aggiungere che da mesi proprio la gestione della sicurezza antincendio viene considerata un optional: la procedura di emergenza ed evacuazione (Pee) è solo un documento senza consistenza; non sono effettuate le designazioni degli addetti incaricati alla gestione delle emergenze, non è definito chi-fa-cosa nella gestione di una situazione di emergenza; il personale neo-assunto non è formato sulla Pee e in certi casi sono sprovvisti anche dell’idoneità VVff; di notte sono in servizio pochissime persone, spesso non formate; le manutenzioni e i lavori di adeguamento, secondo le tempistiche previste, non è dato sapere se vengono e come vengono effettuate. Andiamo inoltre a notificare - prosegue la lettera - che tutte le recenti modifiche organizzative sono state attuate tramite direttive, spesso non formali, che non hanno mai visto un’attività preliminare di valutazione dei rischi o il coinvolgimento/partecipazione di nostri rappresentanti. Questa dirigenza non conosce il principio costituzionale di tutela dei lavoratori e di certo non adotta ‘nell’interesse dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro’ come da articolo 2087 del codice civile”.

I lavoratori concludono con un appello: “Vi preghiamo inoltre di tenere in considerazione questo documento e vigilate sull’operato di quei soggetti chiamati ad assicurare il compimento degli obblighi indicati dalle normative antincendio, salute, sicurezza e privacy”.

Sorprende che la lettera non sia stata inviata, neppure per conoscenza, al sindaco Omar Barbierato: quasi sicuramente i lavoratori, dopo mesi e mesi di frustranti battaglie senza esito, devono aver percepito l’inconsistenza, deliberata o involontaria, della sua azione nel far fronte a presidente e direttore, maturando così un’inevitabile sfiducia nelle istituzioni.

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