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La polemica

“Ministro, ma in che mondo vive?”

Corazzari: “Noi sempre lavorato”. Tosi: “Tecnicamente ignorante”. Laruccia e Viaro: “Venga a vedere”

“Ministro, ma in che mondo vive?”

Non sa di cosa parla?”. “Ma quali privilegi? “Venga a farsi un giro in Polesine”, fino al “tecnicamente ignorante, perché ignora”. Non sono affatto tenere le repliche al ministro per il Sud Barbara Lezzi che ha dato dei ‘privilegiati’ ai cittadini del Veneto, e in particolare di polesani e veneziani, ribadendo il no all’istituzione della Zes a Marghera e in provincia di Rovigo.

Da giorni il territorio polesano e veneto è in polemica col ministro del Movimento 5 Stelle, che non perde occasione per sostenere che il i cittadini veneti e polesani sono da considerarsi “privilegiati” o “fortunati” rispetto ad altre aree d’Italia. Un modo per negare l’istituzione della Zes, ma anche un modo per alimentare una polemica territoriale lontana dai tempi, e forse, anche un modo per continuare a muovere guerriglia nei confronti dell’alleato di governo, il partito della Lega.

Non le manda a dire Cristiano Corazzari, assessore regionale del Carroccio: “I veneti non hanno alcun privilegio. E tutto ciò che di positivo hanno se lo sono guadagnato con il lavoro e con l’impegno. Nessun regalo. Sono rimasto esterrefatto dalle dichiarazioni del ministro Lezzi, un’offesa per tutti i veneti. Il suo continuo dire di no alla Zes in Polesine è una posizione meramente ideologica e politica. E’ l’Unione Europea ad aver fissato i criteri e ad aver specificato che Marghera e i 16 Comuni polesani hanno le caratteristiche per una Zona economica speciale. Spero che il ministro lo riconosca e che riveda questa sua ostinata contrarietà”.

A rimandare al mittente le parole del ministro anche Flavio Tosi, ex sindaco di Verona: “Le parole di Barbara Lezzi dimostrano un’ignoranza tecnica perché ignora come stanno le cose. Forse il ministro non sa che il Nordest non è tutto uguale, no sa che il Polesine, come anche Belluno, sono i due territori più fragili del Veneto, lo dicono tutte le statistiche. Ed è anche per questo che la Zes avrebbe lo scopo di risollevar il territorio polesano. E poi dove sarebbero questi vantaggi che il Veneto avrebbe avuto? Purtroppo quello del ministro è un ragionamento miope, che dimostra come questo governo consideri lavoro e possibile rilancio industriale. Pensano solo a misure assistenzialistiche, senza considerare che i benefici della Zes tornerebbero subito al governo in termini di tasse, occupazione, Pil”.

Il sindaco di Trecenta, Antonio Laruccia, non ci pensa due volte a rispondere che “il ministro non sa di cosa parla. La invitiamo a farsi un giro in Polesine per vedere se davvero i suoi cittadini sono dei privilegiati. Queste sue continue offese al territorio sono davvero inaccettabili. Ed oltre a farsi un giro per verificare con i suoi occhi dovrebbe anche leggere e informarsi. E capirebbe che in Polesine la crisi economica ha picchiato duro, che la popolazione sta invecchiando sempre di più, c’è un calo demografico e occupazionale. Dove sono questi privilegi?”

Anche Gigi Viaro, sindaco di Lendinara si chiede: “Ma dove sono questi privilegi di cui parla il ministro? Io e tutti i sindaci del territorio siamo in trincea ogni giorno e non vedo tutti questi vantaggi o favoritismi. Evidentemente il ministro non conosce il Veneto, non conosce la nostra provincia. Ed è incomprensibile questa continua tensione che crea verso i nostri territori. Credo invece che noi politici e amministratori abbiamo l’occasione unica di dimostrare che siamo in grado di fare squadra per cogliere questa opportunità. Lendinara non fa parte del perimetro Zes, ma è importante essere tutti uniti perché i benefici che ne deriverebbero sarebbero per l’intera provincia. Per questo anche noi saremo a fianco dei nostri colleghi in questa decisiva partita”.

La polemica fra il ministro del Movimento 5 Stelle e il territorio veneto è destinata a continuare.

Sull’argomento interviene anche Toni Da Re, europarlamentare del Carroccio: “Privilegi? Forse quelli di lavorare 8-10 ore al giorno ed essere il traino dell’economia? E poi Barbara Lezzi chi è? Ministro per il Sud? Forse di una parte del sud, perché anche nel meridione molte persone hanno votato Lega e vogliono lavoro e non sussistenza. Ecco dovrebbe cambiare la targhetta del suo ufficio: ministro di una parte del sud, quello della sussistenza”.

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