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OMICIDIO STRADALE

Un esperto per chiarire l'investimento mortale

Snodo decisivo nell'indagine sulla morte del cicloturista di 75 anni urtato e ucciso da un 31enne che si sarebbe poi allontanato

Cicloturista ucciso, resta in carcere il giovane investitore

Davide Zambello, 31 anni, di Lendinara, e il cicloturista di 75 anni, Riccardo Ferrari, trentino

Due consulenze, per chiarire la tragedia che, prima dell'alba di venerdì scorso, è costata la vita a Riccardo Ferrari, 75 anni, cicloturista trentino, investito e ucciso sulla regionale per Lendinara, alle porte della di questa città. A investirlo, sarebbe stato, secondo gli attuali riscontri, Davide Zambello, 31 anni, di Lendinara, cuoco che lavora in un ristorante di Barbona. Al momento si trova in carcere, con l'accusa di omicidio stradale: dopo l'incidente non si sarebbe fermato (LEGGI ARTICOLO).

Una versione dei fatti che viene rigettata dalla difesa, affidata agli avvocati Arabella Brognara, di Rovigo, e Maria Francesca Tosi, di Lendinara. Sulla base anche dei video acquisiti dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, spiegano che, dopo l'urto, il giovane si sarebbe fermato eccome. Sarebbe sceso, avrebbe cercato avanti e dietro l'auto, si sarebbe spostato, avrebbe ispezionato pure i fossi. Senza, però, trovare nulla. A quel punto, non avrebbe pensato di avere investito una persona, ma qualcos'altro. Come, per esempio, un copertone, o un oggetto rimasto in carreggiata, o un animale.

Sempre la difesa, a sostegno di come ciò possa essere verosimile, sottolinea come, dopo l'incidente, due auto siano transitate in zona senza notare la bici riversa e il corpo. Lo ha fatto, invece, una ventina di minuti dopo, una giovane residente in zona, che ha chiamato il 112. Una differenza di condotta spiegata dalla difesa col fatto che, essendosi svolti i fatti a ridosso delle cinque del mattino, sia verosimile che, in quei venti minuti circa, le condizioni di visibilità siano mutate quanto bastava per notare il corpo a terra.

Nella mattinata di giovedì 13 giugno, il sostituto procuratore Andrea Bigiarini ha disposto due consulenze: l'autopsia e un accertamento per chiarire la dinamica dell'incidente. I familiari del cicloturista deceduto sono seguiti dall'avvocato Enrico Cappato.

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