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Zes, i sindaci chiamano Mattarella

Il 25 giugno tutti dal prefetto di Rovigo. Intanto i 5 Stelle attaccano Zaia e confondono le acque

Zes, i sindaci chiamano Mattarella

Tutti i sindaci polesani dal prefetto per la Zes quando, alla data di ieri, mancano 200 giorni alla data ultima per l’istituzione della Zona economica speciale in Polesine e a Marghera.

E’ stato fissato per martedì 25 giugno l’incontro dei primi cittadini polesani con Maddalena De Luca, prefetto di Rovigo, un vertice per far arrivare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la voce del territorio e la richiesta della Zes, la Zona economica speciale capace di rilanciare occupazione e lavoro grazie ad un sistema di sgravi fiscali. “Saremo tutti dal prefetto - spiega Ivan Dall’Ara, presidente della Provincia e coordinatore gli amministratori in questa partita - che si è detto disponibile a portare le nostre istanze dal capo dello Stato. Ci saranno tutti i sindaci direttamente interessati dalla Zes, ma anche molti altri primi cittadini, nella consapevolezza che questa opportunità è per tutto il territorio polesano. Hanno già dato la loro adesione i sindaci di Adria, Omar Barbierato, Rovigo, Edoardo Gaffeo, e tanti altri”.

L’obiettivo è di far cambiare idea al ministero per il Sud, Barbara Lezzi, indisponibile ad istituire da subito, come chiedono Confindustria e i sindaci polesani e veneziani, una Zes in Veneto, avendo rimandato tutto alla prossima legge di bilancio.

Quel che si cercherà di ottenere, quindi, è una volontà politica, quel che ora manca nel Movimento 5Stelle. Gli stessi grillini ieri hanno spacciato come un successo l’aver ottenuto dal ministro Lezzi assicurazioni che la Zes per il Veneto sarà inserita nella legge di bilancio di fine anno. E che partirà un lavoro di raccordo con il ministero dello sviluppo. Tutte cose già risapute, e che hanno generato delusione già diversi giorni fa, perché rimandare tutto ad un progetto complessivo di Zes nel Centro nord significa mettere tutto in dubbio, compreso il progetto industriale per la Zes veneta, già definito da Confindustria in ogni sua parte. E infatti Erika Baldin, consigliere regionale dei 5Stelle spiega che “il ministro ha dato disponibilità a considerare la Zes per la legge di bilancio, abbiamo fatto notare che per il Veneto e le tante situazioni di crisi sarebbe importante. Per il decreto crescita credo invece che non ci sia margine per inserirla”.

Ed ancora ieri i deputati del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo e Federico D’Incà hanno detto che “l’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) in Veneto è stata posta solo di recente grazie alla nostra azione. Il precedente governo aveva pensato la loro creazione solo per il Mezzogiorno. Purtroppo, non manca chi vorrebbe affossare o negare il nostro impegno. Occorre costruire gli adeguati passaggi. Il ministro Lezzi, rispondendo alla senatrice Roberta Toffanin, ha riaffermato la sua volontà sull’introduzione delle Zes in Veneto, ha dato mandato al Mise e a Confindustria di fare dei monitoraggi sui territori”. Un modo per confondere le acque ed esibire risultati che non ci sono. Fino all’affondo nei confronti del governatore veneto Luca Zaia. “Aspettiamo la costruzione dei passaggi successivi, sperando che il presidente Zaia inizi a collaborare”. Come era già capitato l’intervento dei rappresentanti dei 5Stelle appare temporalmente sfasata, senza contare che per la Zes in veneto la Regione ha già fatto tutti i suoi passaggi, come ha ribadito il presidente di Confindustria Venezia- Rovigo, Vincenzo Marinese lunedì scorso in Provincia di Rovigo, e come rimarca Gian Michele Gambato, vicepresidente di Confindustria. “da quel che ci risulta la Regione Veneto ha fatto tutto il possibile per chiedere e sostenere la Zes. Quando alcune settimane fa il ministro aveva chiesto una posizione della Regione, questa è arrivata nel giro di pochissime ore. Il presidente Zaia ha già detto più volte che la Zes è fondamentale per Marghera e il Polesine. Cosa deve fare di più. Questi sono fatti, sulle dichiarazioni politiche di questo o quel rappresentante dei partiti non voglio entrare”.

E intanto sul sito web di Confindustria continua il conto alla rovescia dei giorni che mancano all’ultima data utile per istituire la Zes come indicato dall’Unione Europea. A ieri mancavano esattamente 200 giorni (data finale il 31 dicembre 2019). Certo, come ha sottolineato lunedì scorso Marinese è possibile che la Ue possa prorogare i termini di scadenza, “ma - ha sottolineato - possiamo basarci su una ipotesi che potrebbe anche non verificarsi? Possiamo rischiare che il treno della Zes non passi mai più? Per questo chiediamo al governo di considerare le istanze del territorio”.

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