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Un gigante di pietra che attende nuova vita

giovedì 30 novembre 2017 10:19

La bonifica è stata fatta. Una parte del complesso del vecchio zuccherificio recuperato e trasformato in uffici. L'area del piazzale pronta per essere venduta, urbanizzata, ed ospitare case ed edifici. Ma il corpo centrale, il grosso del vecchio zuccherificio di Ca' Tiepolo a Porto Tolle è ancora lì, massiccio e sovrastante visibile da Ca' Tiepolo e dalle strade che collegano la località portotollese ad altre frazioni.

Le immagini scattate da Devis Vezzaro, il fotoreporter autore della pagina Facebook "I luoghi dell'abbandono", con foto che immortalano vecchie edifici dismessi, aree preda del degrado e stabilimenti da riqualificare, dimostrano le condizioni n cui fino a pochi anni fa versava l'ex zuccherificio. Immagini per certi versi spettrali perché evidenziano muri alti e desolati, con finestroni trasformati in colossali brecce da cui filtrano brandelli di luce e cielo. E a terra cumuli di pietre e macerie, lamiere e metalli. Ma in gran parte non è più così.

Le condizioni risalgono a prima della grande bonifica effettuata dal privato che ha rilevato il grande immobile. Un'area che è diventata progetto urbanistico, un Piruea risalente ad una decina di anni fa non ancora completato. Un'ala è stata già riqualificata e trasformata in palazzina con uffici e magazzini. Il settore che ospitava i piazzali per la manovra dei camion e il deposito dei materiali ripulito da ogni ingombro e in attesa di vedere il via per le opere di urbanizzazione e costruzione. Nel 2013 fu demolita la vecchia ciminiera

Resta il corpo centrale, scheletro di pietra e calce, che nei piani del Piruea dovrebbe diventare area commerciale e . Un progetto che negli ultimi anni ha tirato il freno a mano, in attesa di giorni migliori. Ma la bonifica è stata fatta, sparito l'amianto di vecchi impianti, via tubazioni e condutture, chilometri di metallo che erano rimasti abbandonati per anni. Sparite anche gran parte delle macerie. Resta il telaio in mattoni. E le immagini di Devis che mostrano il degrado, monito per quel che era e che si spera non torni più.

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