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Porto Viro

Offende l'ex moglie e la sperona in auto

L'ex marito è stato rinviato a giudizio per stalking.

mercoledì 6 dicembre 2017 23:25

Botte e violenza (foto d'archivio)
Botte e violenza (foto d'archivio)

Offese, minacce di morte e anche uno speronamento in auto. Questo l'incubo in cui una donna di Porto Viro ha vissuto per quasi due anni, da gennaio del 2015 a dicembre del 2016 a causa della gelosia e del desiderio di vendetta dell'ex marito. Simone Frigato, che non si era rassegnato al divorzio, ieri mattina è stato rinviato a giudizio con le accuse di stalking aggravato e di violenza privata.

Così ha deciso il gup del Tribunale di Rovigo Alessandra Martinelli, mandando a processo il portovirese, che tornerà in aula ad aprile del prossimo anno, non soltanto per questo processo ma anche per altri procedimenti a suo carico nati dalle denunce dell'ex moglie, assistita dall'avvocato Fulvia Fois del foro di Rovigo. Dopo anni di paura e silenzio, la donna ha trovato il coraggio di far venire a galla la condotta di colui che da marito e padre affettuoso si era trasformato in un persecutore. In più di un'occasione l'uomo l'aveva insultata di fronte ai figli e in un caso, a marzo del 2015, aveva fatto irruzione in casa sua perlustrando le stanze nella convinzione che l'ex moglie ospitasse un "amico". Ma l'episodio più terribile riportato nel capo d'imputazione riguarda un pedinamento accaduto a giugno dello stesso anno lungo la strada che collega Porto Viro ad Adria.

Frigato, a bordo della sua auto, avrebbe prima seguito la sua vittima, puntandole contro i fari abbaglianti per poi affiancarsi alla sua auto per insultarla e costringerla a scendere. Non solo: nella sua ira sarebbe arrivato addirittura a sfondarle con un pugno uno dei due specchietti, prima di tagliarle la strada con l'intenzione di costringerla a fermarsi. Una vicenda dolorosa e delicata, dunque, su cui sarà il giudice a pronunciarsi. Nel frattempo, però, l'avvocato di parte civile si considera soddisfatta di questo primo passo. "Spero che il rinvio a giudizio - afferma infatti Fulvia Fois - sia di sprono ad altre donne che hanno vissuto o vivono la stessa situazione della mia assistita. Solo denunciando e andando aventi con determinazione si può spezzare il cerchio della violenza".

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