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Quel che resta delle notti magiche

Ketty Areddia
venerdì 24 novembre 2017 13:20
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Su quelle piste hanno ballato in tanti. Probabilmente quasi tutti i polesani che hanno più di 30 anni. E chissà quanti giovani si sono scambiati le prime effusioni, i primi baci al ritmo dance. E quanti drink bevuti appoggiati a quel bancone ora ridotto a un ammasso di legno bruciacchiato.

E' quel che resta del Maskò, la popolare discoteca che sorge a pochi chilometri da Rovigo, lungo la strada Statale 16 ad Arquà Polesine.

Fra i luoghi dell'abbandono di Devis Vezzaro, fotoreporter vicentino specializzato nelle "incursioni" in luoghi abbandonati e degradati", non poteva mancare il Maskò.

Un nome che tanti associano a Popsy, perché così si chiamava la discoteca quando sorse attorno alla metà degli anni '70. Nel 1987 divenne Maskò e per molti anni fu uno dei pochi locali "disco", e di musica live, nei dintorni di Rovigo. Tutti hanno trascorso almeno una serata, una festa di carnevale, un sabato "da disco music" fra quelle pareti, dal disegno tondeggiante, ora abbandonate a non si sa quale destino.

E basta vedere le foto scattate da Devis nel dicembre del 2014 per capire le condizioni dell'abbandono.

Il Maskò è chiuso da oltre 10 anni, e chi lo conosce bene è Enzo Ferrari, che l'ha gestito per tanti anni a partire dal 1985, quando ancora si chiamava Popsy: "Certo, di quel posto conosco tutto, anche i tunnel di ventilazione".

"E vederlo ridotto in questo modo fa male, è un pugno allo stomaco - continua Ferrari - E pensare che in quei locali ci sono passati quasi tutti qua in Polesine. Ci sono ancora coppie che quando mi incontrano ricordano di quando si sono conosciuti al Maskò o al Popsy. C'è chi ancora mi ringrazia per quelle feste e quella musica".

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 24 novembre.

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