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Rovigo

Sparapan racconta il Carnevale di una volta

Due usanze ormai scomparse sono quelle del palo della cuccagna e del gioco della pignata.

martedì 13 febbraio 2018 07:02

Dalle maschere alle frittelle, dai coriandoli ai carri allegorici, quella di Carnevale è innanzitutto una festa legata alle tradizioni. Inevitabilmente però, alcune usanze nel corso degli anni sono andate perdute. Come si festeggiava nel Polesine del tempo che fu? Lo abbiamo chiesto a Gianni Sparapan, insegnante e scrittore, una vera e propria miniera di informazioni e curiosità sulle tradizioni e sulla storia della terra tra Adige e Po.

Sparapan, quali aspetti legati alla festa di Carnevale ormai sono scomparsi?
"Due tradizioni che ormai non ci sono più sono quelle del palo della cuccagna e del gioco della pignata. Nei giorni di Carnevale, un tempo questi giochi venivano organizzate praticamente in ogni paese del Polesine. Per realizzare il primo si prendeva un lungo palo e lo si cospargeva di olio o di unto di maiale per renderlo scivoloso, poi in cima, legati al cerchione di una bicicletta, si appendevano cotechini, salami e baccalà. La gente cercava di arrampicarsi per renderli, mentre tutti gli altri guardavano e ridevano nel vederli scivolare giù. A volte, per riuscire ad arrivare in cima, i partecipanti provavano a formare delle piramidi mettendosi l'uno sopra l'altro, ma alla fine cadevano comunque, nell'ilarità generale. Oppure c'era anche chi si vestiva con degli stracci, per provare a 'ripulire' il palo mentre si arrampicava".

E il gioco della pignata in cosa consisteva?
"Per quest'altro gioco, degli orci di terracotta venivano appesi ad una corda e i partecipanti bendati dovevano riuscire a romperli con un bastone. Alcuni contenevano caramelle o generi alimentari, ma altri erano pieni di cenere o di acqua calda. Anche in questo caso il pubblico si divertiva a prenderli in giro e a scherzare".

L'intervista completa sulla Voce in edicola il 13 febbraio

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