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Adria - Verso le elezioni

Tre papabili per lo sprint finale

Capanna, Simoni e Furlanetto in corsa per la leadership e per strappare l’investitura.

Tre papabili per lo sprint finale

Nell’impasse della politica, si fa incandescente la competizione per conquistarsi il gradimento dei lettori della “Voce” che sempre più massicciamente stanno partecipando al gioco “Scegli il tuo candidato sindaco preferito”.
In meno di tre settimane sono stati oltre mille coupon, andando oltre tutte le previsioni della vigilia.
E in città sale l’entusiasmo attorno all’iniziativa promossa dal nostro quotidiano.
Si continua a votare fino a venerdì prossimo.

E’ un gioco, senza dubbio, non ha la scientificità di un sondaggio, tuttavia arrivano indicazioni che gli strateghi dei partiti farebbero bene a tenere in seria considerazione.  Infatti non può essere un caso se due dei tre candidati che occupano il podio sono tra i più accreditati papabili per l’investitura sul tavolo regionale del centrodestra: Federico Simoni per Forza Italia e Giorgia Furlanetto per Fratelli d’Italia. Sono separati da due sole preferenze, con l’ex vicesindaco davanti all’ex assessore. Che battaglia appassionante. Pronti a lanciarsi la sfida nella settimana finale e cruciale perché nessuno dei due vuole stare dietro al “carissimo” nemico-ex collega della giunta Bobo-ter, inoltre entrambi puntano a strappare la leadership di Michele Capanna, sempre primo, ma il suo margine di vantaggio si è ridotto a meno di due punti di percentuale.
Capanna che sta raccogliendo consensi in quantità industriale.


Ed è sorprendente che la sezione locale della Lega continui a ignorare questa candidatura, considerata la stima di cui gode il cardiologo, di provata fede leghista, al punto di ricoprire l’incarico di consigliere delegato a Porto Viro.
Oltretutto è uno dei pochissimi nomi di questa travagliata fase che porta alle elezioni del 10 giugno, sul quale non siano scattati veti e controveti. Infatti tutti in nomi in circolazione finora hanno scatenato più riserve che consensi. A questo punto è legittimo pensare che visti i nomi usciti da piazza Groto, ovvero Emanuela Beltrame e, in subordine, Giorgio D’Angelo, i vertici provinciali e regionali della Lega decidano di giocarsi proprio la carta Capanna.

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