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Verso il voto: molti nomi, ancora nessuna idea

Verso il voto ad Adria: molti nomi, ancora nessuna idea. Si parla soltanto di candidati, ma non di programmi. Intanto, Spiffero è il volto nuovo più “coccolato”. Fase confusa e incerta in attesa che a Padova si sblocchi il tavolo del centrodestra.

Verso il voto: molti nomi, ancora nessuna idea

Per avere un’idea dello stato confusionale in cui versa la politica adriese con programmi, liste e candidati in alto mare a due mesi dal voto del 10 giugno, basta pensare all’asfissiante corteggiamento cui è sottoposto Francesco Begheldo, in arte Spiffero, titolare e gestore dell’omonima caffetteria. Gran parte delle forze politiche lo stanno “coccolando” per tirarlo dalla loro parte, finora ha resistito alle sirene del Palazzo; probabilmente nessuno gli ha ancora offerto la carica di sindaco, alla quale non si può dire di no. L’agenda dei prossimi giorni è ricca di appuntamenti è non escluso qualche colpo di scena.

Tanto interesse e attenzione verso un satiro divenuto famoso per le sue graffianti vignette verso gli uomini del potere, dà la misura di quanto le forze politiche siano alla disperata ricerca di volti nuovi che trasmettano fiducia alla gente. Così le forze politiche farebbero bene a non sottovalutare la carica di entusiasmo che circonda il movimento civico guidato da Omar Barbierato, che vuole fare il sindaco. Il gruppo di giovani attorno a lui è senza dubbio una ventata di freschezza nella politica adriese che la cittadinanza sta dimostrando di apprezzare, ma sarebbe ora che si decidesse a dire chiaramente quali progetti intende portare avanti per la città.

Probabilmente la popolarità del momento deriva anche da una certa vaghezza programmatica. L’unico punto chiaro è quello sugli extracomunitari avendo annunciato di voler avviare il progetto Sprar, la rete degli enti locali gestita dal ministero dell’Interno per l’accoglienza e integrazione dei profughi. Per il resto parla tanto di partecipazione, che è una bella cosa, ma bisogna uscire dall’equivoco: la gente vota un sindaco e i consiglieri comunali perché prendano delle decisioni, non per essere ripetutamente chiamati a dare un parere. Oltretutto per prendere decisioni serie è necessario documentarsi, confrontarsi e fare delle mediazioni che la gente comune non può certamente fare perché occupata nelle proprie faccende quotidiane.

Tuttavia, se il movimento civico gioca nel vago, gli altri proprio non esistono: l’aspetto più preoccupante di questa prima fase della campagna elettorale, è l’assenza di un programma, inteso non come una lista di buoni propositi che nessuno legge perché nessuno ci crede, ma come qualche idea forte che dia un senso al futuro della città.

Tutta l’attenzione è concentrata sui nomi, in particolare sul candidato sindaco e sembra di stare al gioco delle figurine Panini dove ci si scambia 1 Ronaldo per 4 Dybala e così via. Alcuni nomi sono in campo, ognuno con le proprie legittime ambizioni, ma ancora senza un perché.

La maggior confusione è in casa del centrodestra, ossia la coalizione del Bobo-ter disgregatasi il 21 febbraio scorso, lasciando un cumulo di macerie fatto di risentimenti e rancori personali difficili da superare. Una situazione ben chiara a livello regionale dove ancora non si è riusciti a trovare una soluzione: potrebbe arrivare oggi, di sicuro nel giro di qualche giorno. Ma non sarà l’investitura che arriverà da Padova a ricompattare la squadra, anzi potrebbe avere l’effetto contrario portando allo scoperto le diverse fazioni l’una contro l’altra armata.

Il servizio sulla Voce del 9 aprile

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