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Il processo

Morti alla Coimpo: “Le mascherine non bastavano”

Ulteriore tappa del processo per le morti nell’azienda di Ca’ Emo. Prossima udienza il 18 aprile.

Morti alla Coimpo: “Le mascherine non bastavano”

Un’udienza nella quale si è ascoltato, con esame e controesame, il tecnico dello Spisal intervenuto per primo alla Coimpo, dopo la tragedia del 22 settembre 2014. Si è tenuta, oggi lunedì 9 aprile, un’ulteriore tappa del processo per le morti nell’azienda di Ca’ Emo, udienza dedicata ad uno dei testi del pubblico ministero.

Durante la mattinata è stato concluso l’esame, da parte della pubblica accusa, del tecnico Spisal che ha risposto, tra le altre, anche alle domande sulle mascherine in dotazione ai lavoratori e ha detto: “Quelle mascherine, per il rischio in relazione alle sostanze che sono uscite dalla vasca, non erano idonee. Non bastavano: sarebbero serviti degli autorespiratori”.

Nel pomeriggio c’è stato il controesame del teste fatto dalle parti civili e da una parte dei difensori degli imputati. Quindi l’udienza è stata rinviata al prossimo 18 aprile, quando sarà terminato il controesame del tecnico dello Spisal.

Gli imputati, a vario titolo e con diverse presunte responsabilità, sono: Gianni Pagnin; Alessia Pagnin; Glenda Luise; Mauro Luise, direttore tecnico di Coimpo; Rossano Stocco, amministratore di Agribiofert; Mario Crepaldi, dipendente Coimpo; Michele Fiore, direttore tecnico di Agribiofert; Alberto Albertini. Le due società, Coimpo e Agribiofert, sono chiamate a rispondere di responsabilità amministrativa.

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