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Laboratorio accoglienza turistica intitolato a Vittorino Tecchiati

A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 7 maggio 2017, l’alberghiero “Cipriani” ricorda Vittorino Tecchiati intitolandogli il laboratorio di accoglienza turistica dell’istituto.

Laboratorio accoglienza turistica intitolato a Vittorino Tecchiati

A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 7 maggio 2017, l’alberghiero “Cipriani” ricorda Vittorino Tecchiati intitolandogli il laboratorio di accoglienza turistica dell’istituto. La cerimonia si svolgerà in forma solenne lunedì prossimo alle 11.30 con la scoperta della targa e un breve ricordo del professore di accoglienza che ha preparato ed educato generazioni di ragazzi che ancora lo ricordano con affetto e riconoscenza. Saranno presenti il dirigente scolastico Romano Veronese, alcune delle “sue” scolaresche, insegnanti colleghi e amici, alcuni familiari tra i quali la vedova Cristina e quanti altri vorranno unirsi nel ricordo di Vittorino.

"E’ un anno che Vittorino è salito in cielo - ricorda Lucia Nadia Ferrarese, docente all'alberghiero, collega ma soprattutto molto amica di Tecchiati - nonostante tutto, tutti lo rivediamo ancora con la sua bici venire a scuola, ci fa sentire la sua presenza in ogni angolo, nei corridoi, sentiamo le sue battute, nel cortile, quelle sue taglienti battute della giornata: ci manchi Vittorino".

Altrettanto toccanti le di Gina Salvan: “Già, la vita scorre, restano i ricordi come vive presenze che continuano a fare parte della nostra vita, ad accompagnarci. Non posso impedirmi un sorriso pensando a Vittorino, alle sue battutine ironiche ma sempre affettuose: un legame che resta”. Altri ricordi indimenticabili, come quelli di Paola Ziggiotto. “Pensando a Vittorino - dice - scappa un sorriso nostalgico. Ricordo precisamente il mio primo posto stagionale all'hotel internazionale di Milano Marittima. È stato lui il mio tutor. Oggi si dice così. Ieri era il prof che ti aveva aiutato a trovare il posto per fare la stagione. Una preghiera per te”. Da parte sua Cristina Cecchetto evidenzia lo stile unico di Tecchiati, sempre con il sorriso per trasmettere allegria e speranza. “Vittorino, ti rivedo al parcheggio della scuola - commenta - alla fine delle lezioni sorridente, abbronzato di corsa verso casa”. E Francesco Belcaro aggiunge: “Le sue battute, il suo giornale, la sua bici, la sua ironia, le finestre pensionistiche, le sue ricette politiche, con la tua ironia unica, sei ancora tra noi nei laboratori, nei corridoi, nella hall, nel cortile dove stai arrivando in bici”.

Sono tante le testimonianze di affetto verso l’indimenticabile prof e collega e sembra ieri, quel pomeriggio di maggio del 2017, quando in piazza Cavour sono risuonate le note di “Com’è profondo il mare” tra le canzoni più amate da Vittorino, per dargli l’ultimo saluto. E c’è tutto il carattere e la personalità di Tecchiati quando Lucio Dalla canta: “E’ chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce e come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare, come è profondo il mare”.

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