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IL CASO

Business migranti, guai per Edeco

Indagati i responsabili della cooperativa che gestisce l’accoglienza nelle strutture di Adria e Loreo

Business migranti, guai per Edeco

Altri guai per Edeco, la cooperativa che gestisce l’accoglienza dei profughi in diverse strutture polesane, ad Adria e Loreo in particolare, ma anche a Corbola e Ficarolo. Infatti, il vice prefetto vicario di Padova, Pasquale Aversa, è indagato perchè avrebbe “favorito” la cooperativa Edeco. La notizia è arrivata ieri come un fulmine a ciel sereno: la procura di Padova, infatti, ha iscritto sul registro degli indagati il vicario della prefettura, Aversa, originario di Torre Annunziata nel napoletano, insieme all’ex funzionaria della stessa prefettura, Tiziana Quintario.

Non solo. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati dai carabinieri anche ai responsabili della cooperativa sociale Ecofficina Educational, finita già al centro di altre inchieste, cioè il presidente Gaetano Battocchio, la vice Sara Felpati, il gestore Simone Borile, e il consulente del lavoro Marco Zangrossi. Da quanto si apprende, per la procura Pasquale Aversa avrebbe favorito l’hub. Il 12 luglio 2016, ad esempio, per la procura, “fece informare Simone Borile dal viceprefetto Alessandro Sallusto dell’ispezione da parte dell’Ulss presso l’hub Bagnoli di Sopra programmata per le 15 del 13 luglio”.

Per l’accusa, Aversa, commissario peraltro ad Abano, comune commissariato dopo l’arresto del sindaco accusato di corruzione, avrebbe anche fatto in modo che nel centro dell’ex caserma Prandina risultassero 40 migranti durante una verifica, mentre ce n’erano 77. Altra figura chiave al centro dell’inchiesta che indaga sul presunto business dei migranti è quella di Tiziana Quintario, l’ex funzionaria della prefettura incaricata alla gestione dei migranti e alla predisposizione di bandi e contratti. Gli inquirenti, infatti, sospettano che siano stati confezionati bandi ad hoc per favorire in tutti i modi la Ecofficina a scapito di altre coop.

Una nuova tegola per l’Edeco, che gestisce l’accoglienza di profughi a cavallo tra le province di Padova, Venezia e Rovigo. Come detto, in Polesine, infatti, è presente nei centri di Loreo, Adria, Corbola e Ficarolo. Un colosso capace di decuplicare il proprio giro d’affari in soli cinque anni, il cui fatturato viaggia oggi a quota 10 milioni di euro. Ma con i guadagni da capogiro sono arrivate anche le rogne.

Una cooperativa nata grazie alle quote di Padova Tre, una società che gestisce rifiuti, nel 2011. Nel giro di 4 anni, Ecofficina educational è entra nella gestione dei migranti, e il suo bilancio è passato da 114mila euro, nel 2011, a 2 milioni e 369mila euro nel 2014, a 10 milioni nel 2015, con un utile di 441mila euro.

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