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Ficarolo

Banda Osiris e “Dolenti note” che spettacolo in villa Giglioli

Ancora un tutto esaurito per la serata di “Tra ville e giardini” a Ficarolo

Banda Osiris e “Dolenti note” che spettacolo in villa Giglioli

Musicisti polistrumentisti che usano la musica come filo conduttore di una narrazione comica esilarante, una catarsi collettiva di risate. E’ lo straordinario show della Banda Osiris, che si è esibita ieri sera, 10 agosto, nel parco secolare di Villa Schiatti Giglioli, a Ficarolo, terz’ultimo appuntamento di Tra ville e giardini 2018. Ancora un tutto esaurito. Una distesa di pubblico plaudente, in preda alle convulsioni da risate. “Le dolenti note”, spettacolo sul duro mestiere del musicista ha messo in luce il grande spessore artistico del quartetto di origini vercellesi che ha saputo divertire in modo pulito, con le allusioni ed i giochi di parole, con i tempi stretti delle battute, con le citazioni musicali e le situazioni tragicomiche, con continui contrappunti tra i protagonisti a parole e suoni, col coinvolgimento del pubblico (“Villa Schiatti… forse state per assistere all’ultima esibizione della Banda Osiris”) senza lo schermo teatrale. Recita tutto il corpo e perfino i loro tanti strumenti musicali si trasformano in veri personaggi della storia. Primo fra tutti, il bassotuba che tutti scambiano per il trombone “anni e anni di studio e poi… ci puoi far tutto anche il piatto doccia…”. E un meraviglioso trombone col tutù, con i fiati a comporre gambe e braccia danzanti sulle note de “La morte del cigno”-

Mix strabiliante di cabaret, teatro e musica lo spettacolo prende spunto dal fantomatico libro scritto “in 3dì”. “Voglio essere libro con la mia libretà, allègami a Repubblica qui nessuno mi pubblica. Voglio cambiare look, diventare un ebook”. Si gioca con le note, che prima erano giustamente “ignote” e siccome il musicista è un mestiere da sfigati, squattrinati, meglio lasciar perdere. “Se credi di esser Mozart pensa che dovrai morire a 35 anni!”, “Se hai composto bella musica, nessuno crederà che l’hai scritta tu”, “Se finalmente arrivano ben 4 proposte di concerto, sono tutte nella stessa sera!”. Il musicista veste elegante: sfilata dei termini musicali mimati, allegro, vivacissimo, adagio, moderato con grazia… Ci sono strumenti che sono assolutamente sconsigliabili: l’arpa per esempio. L’arpista passa il 50 per cento del tempo ad accordare lo strumento e l’altro 50 a suonare scordato. E poi lui: nato come strumento di tortura nel XVI secolo, poi sostituito dalla Vergine di Norimberga: il flauto dolce. Arma di distruzione di massa, usato nelle scuole a partire dagli anni ’60, che ha traumatizzato un’intera generazione di incolpevoli genitori costretti ad ascoltare il saggio scolastico. E in mezzo i Beatles suonati in tutte le versioni e lingue, ma anche il Bolero di Ravel, Lucio Dalla di “Caro amico ti scrivo”, Gianni Morandi di “Uno su mille” ed Amarcord theme di Nino Rota.

Uno show da godere fino all’ultima nota per questi strepitosi artisti, la Banda Osiris, composta da Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone), Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto), Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere) e Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba). Prossimo appuntamento di Tra ville e giardini venerdì 17 agosto, alle 21.30 a Ceneselli, all’arena “Don Arrigo Ragazzi”, con Neri per caso in Duepuntozero.

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