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Il Grande fiume torna a crescere

Il fiume Po ha ricominciato a crescere e ad invadere le golene

Il Grande fiume torna a crescere

Torna il sole nell'Alto Polesine, ma il livello del Po ricomincia a salire e la situazione diventa più preoccupante. Dopo essere rientrato nell'alveo nei giorni scorsi, il Grande fiume ha ricominciato a crescere e ad invadere le golene, mentre si attende con ansia il passaggio della terza ondata di piena che dovrebbe transitare nel tratto altopolesano del fiume tra sabato e domenica, superando di circa un metro e mezzo il livello raggiunto la settimana scorsa con l’ultima piena. Nonostante le previsioni meteorologiche siano in netto miglioramento in tutto il Veneto per le prossime ore, resta l’allerta.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha diramato l’avviso di criticità moderata (colore giallo) per le aree dell’asta del Po. Anche Aipo fa sapere che la piena del Po sta transitando lungo il tratto lombardo-emiliano dell'asta fluviale. Il colmo a Ponte della Becca è stato raggiunto nel corso della notte tra mercoledì e giovedì con 4,56 metri sullo zero idrometrico, di pochi centimetri oltre la soglia due di criticità (criticità moderata).

Nel pomeriggio di oggi il colmo stava raggiungendo Piacenza, con valori di criticità due (moderata); al momento il livello è di circa 6,50 sopra lo zero idrometrico. Il personale Aipo rimane attivo nell'azione di monitoraggio e verifica delle opere idrauliche, in collaborazione e coordinamento con tutti gli enti facenti parte del sistema di Protezione civile già da domani la Protezione civile inizierà a monitorare il livello del Po, sulle rive polesane, con turni che proseguiranno anche durante la notte.

Ad impensierire non tanto gli addetti ai lavori, quanto gli anziani che abitano il territorio, rimane la formazione di fontanazzi che si vengono a creare solitamente quando il livello del fiume rimane alto per diverso tempo, mentre il fatto che nel giro di una quindicina di giorni sia cresciuto e calato rapidamente, potrebbe invece provocare il franamento o lo smottamento delle rive, come già successo in altri corsi d’acqua del Veneto.

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