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Max Croci e l’amore per il Polesine

L'intervista al regista Max Croci, amico del maestro badiese Marco Zungri: “Rovigo potrebbe essere il set di un film o perfino di una serie televisiva: sarebbe il mio sogno”

Max Croci e l’amore per il Polesine

Un uomo di spettacolo con il cuore rivolto al Polesine: si tratta di Max Croci, regista italiano ogni sera in onda su Sky Uno con la trasmissione “Cinepop”, format che affronta l’industria cinematografica in modo ironico e irriverente. L’abbiamo incontrato a Verona e, nell’occasione, il regista toscano ha parlato del suo presente.

La tua ultima pellicola La Verità vi spiego sull’amore si è rivelata un successo che ti ha permesso di partecipare ad alcuni festival internazionali in Russia, Cina e Stati Uniti. In quale di questi paesi è più forte l’affetto per la cultura italiana?

“Sicuramente la Russia. Il loro affetto è disarmante, hanno una venerazione nei nostri confronti e nelle biblioteche conservano l’intera filmografia di personaggi come Celentano e Paolo Villaggio, cosa impensabile in Italia. E’ curioso come in Italia ci stiamo dimenticando della nostra cultura anche popolare e a tramandarla siano paesi così distanti da noi”.

Stai visitando Verona come turista, e Rovigo?

“Sono stato a Rovigo per la prima volta la scorsa estate per proiettare ‘La verità, vi spiego, sull'amore’ e mi ha lasciato un bellissimo ricordo. Era la prima volta per me in questa città e non ho potuto che notare scorci che mi hanno ricordato i migliori quadri del grande De Chirico. C’è stato un momento, nel primo pomeriggio, in cui girando l’angolo ho incrociato una casa color vinaccia con un porticato sotto il cielo color azzurro intenso in cui il sole brillava e con forza produceva delle ombre nettissime che mi han riportato alle più grandi opere surrealiste. L’ho trovata affascinante e penso davvero che Rovigo potrebbe essere il set di un film o perfino di una serie televisiva, mio sogno nel cassetto. Sono legato a questa terra anche dall’amicizia col maestro di canto badiese Marco Zungri. Considerando anche la disponibilità della altre persone incontrate ogni tanto torno per riassaporare i bigoli con l’anatra, e mi piacerebbe tornare per la proiezione di un nuovo film o, perché no, per girarne uno. Se dovessi scegliere di girare un film fra Verona e Rovigo sceglierei sicuramente quest’ultima”.

Quale sarà il tuo prossimo lavoro?

“Sicuramente una commedia all’americana. Arrivo da tre successi come ‘Poli opposti’, ‘Al Posto Tuo’ e ‘La verità vi spiego sull’amore’, film che in modi diversi parlano di relazioni complicate e di amore. L’amore, vissuto nel senso più alto della parola e partendo dall’approccio iniziale, è il filo conduttore della mia opera e lo sarà anche nel prossimo lungometraggio. Non è necessario fare film impegnati per criticare i difetti di questa società; in un panorama in cui vige la censura preventiva, dove si parla di politica in ogni talk, dove la chiesa non la puoi sfiorare, dove il sesso non interessa più a nessuno perché ne abbiamo troppo, tento di lottare contro l’amore 2.0 che oggi affligge troppe persone. Oggi le relazioni si sviluppano sui social e sono rapporti costruiti sulla paura, sulle bugie; stiamo perdendo l’emozione dell’incontro, del tentativo, siamo vili e perfino le rivoluzioni si fanno sui social. Ho iniziato a lavorare sulla creazione di un thriller che coinvolgerà attori internazionali ma di questo non posso anticipare nulla”.

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