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Cavarzere

Ipab, cda assolto dalla Corte dei conti

Le sentenza di secondo grado ha stabilito che l’incarico dato a Badiale non ha causato danni all’ente.

Ipab, cda assolto dalla Corte dei conti

Fabrizio Bergantin e Mauro Badiale

Erano stati condannati dalla Corte dei conti del Veneto per danno erariale per aver attribuito illegittimamente la funzione e la retribuzione da dirigente dell’Ipab “Danielato” di Cavarzere dell’allora funzionario Mauro Badiale. Il presidente Fabrizio Bergantin e i consiglieri di amministrazione Michela Ronchi, Michele Bolzenato, Paolo Vallese e lo stesso Badiale, in qualità di segretario, sono stati però assolti in appello dalla Corte dei conti centrale di Roma.

Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e sono contento della sentenza di Roma - le prime parole del presidente Bergantin - una assoluzione dalle accuse che l’allora consigliere di amministrazione Gianni Franzoso aveva fatto contro il cda, nonostante si intascasse sempre il suo obolo. E penso anche al consigliere comunale Emanuela Pasquali che ha chiesto di sfiduciarmi nonostante la giustizia non avesse ancora fatto il suo corso”.

I giudici della Corte d’appello di Roma hanno ritenuto corretto il comportamento del cda dell’Ipab che aveva chiesto chiarimenti all’ente vigilante sulla vicenda del concorso per il posto da dirigente - che il precedente consiglio di amministrazione aveva bloccato in autotutela - vedendosi rispondere che la possibilità di conferire un incarico senza selezione pubblica ma dato direttamente a un soggetto interno all’ente con i requisiti richiesti, sarebbe stato possibile. Inoltre la Corte dei conti ha sottolineato come il riconoscimento economico delle funzioni dirigenziali a Badiale, che da tempo già le ricopriva, non era illecito. Peraltro la Corte dei conti sottolinea come i requisiti di Badiale avessero nel tempo reso “sicura utilità all’ente [...] i vantaggi sono senz’altro tali da compensare completamente il supposto danno, atteso che risulta l’assoluta professionalità di Badiale, e il fatto che egli, fin dal 2003, abbia comunque sempre svolto attività e funzioni dirigenziali”.

I giudici hanno quindi assolto Bergantin, Ronchi, Bolzenaro, Vallese e Badiale da ogni addebito “per carenza dell’elemento soggettivo psicologico della colpa grave”. Quindi i 10mila euro di danno contestati a Bergantin e i 5mila ciascuno agli altri componenti del cda, sono stati cancellati. “Debbo ringraziare per la professionalità e la disponibilità l’avvocato Gianfranco Perulli e tutto il suo studio” conclude infine il presidente Bergantin.

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