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Il caso

Tommasi e la casa Ater della contesa

Il primo cittadino sul caso della moglie che ha spostato la residenza nell’alloggio popolare del padre: “Una scelta personale che non devo spiegare. Nessun vantaggio per noi”.

Tommasi e la casa Ater della contesa

Henri Tommasi, sindaco di Cavarzere

“Né io né mia moglie traiamo alcun vantaggio dal fatto che le nostre residenze siano separate, e di certo c’è stata una falla nel sistema che garantisce la privacy o negli uffici dell’Ater o in quelli del comune di Cavarzere”. Henri Tommasi, sindaco di Cavarzere, risponde così a quanto gli è stato rilevato rispetto al fatto che la moglie, Sara Milani, abbia spostato la residenza sua e del loro figlio nella casa del papà, un alloggio popolare in via Circonvallazione. “E’ una scelta che ha fatto un anno e mezzo fa per motivi personali - aggiunge Tommasi - che non devo certo spiegare. Ribadisco che comunque non c’è alcun beneficio né fiscale e meno ancora per l’alloggio in cui abita il padre, il quale peraltro ha già chiesto di riscattarlo da tempo. Io e lei siamo comunque nello stesso nucleo familiare”.

La voce che sindaco e moglie non avessero più la stessa residenza in piazza del Bersagliere girava da tempo, tanto da far pensare che ci potesse essere una crisi di coppia, smentita seccamente dal sindaco, il quale ha aggiunto “mi chiedo quale sia l’interesse della gente rispetto a questa nostra scelta”. Detto questo, oltre al fatto che da tempo tutta la minoranza consigliare sta chiedendo proprio al sindaco e al dirigente del settore Girotto uno screening degli alloggi popolari, l’altra necessità sottolineata dall’opposizione è di un controllo da parte degli enti deputati della regolarità o meno di chi vi risiede, ovvero se ancora ne abbiano la titolarità.

E proprio in questo ambito si inserisce, per certi versi, la situazione del sindaco Tommasi, anzi della moglie del sindaco, che è ritornata nella residenza del padre, rimasto vedovo, e in attesa di poter riscattare l’abitazione. L’unico vantaggio che sembra esserci è una possibile tutela nella malaugurata ipotesi il padre non riuscisse a riscattarla, in caso di decesso. A quel punto allora lo potrebbe fare la figlia residente. E acquisterebbe un alloggio a Cavarzere a prezzo agevolato e non certo di mercato, come garantito al proprio genitore che ne aveva sempre avuto diritto.

Una situazione già capitata in passato per molte altre famiglie di Cavarzere e che Tommasi ha dovuto affrontare come sindaco. Infatti, sia in caso di richiesta di riscatto della casa Ater, che di semplice affitto, alla morte del genitore titolare del contratto, se non ci dovessero essere altri figli o nipoti residenti aventi diritto, l’abitazione ritornerebbe nella disponibilità dell’Ater, per soddisfare le richieste del centinaio circa di famiglie nella graduatoria del comune di Cavarzere.

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