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Cavarzere

“Casa Ater, Tommasi è stato inopportuno”

Presto un’interrogazione da parte della minoranza: “Non ha avuto un comportamento consono al suo ruolo”.

“Casa Ater, Tommasi è stato inopportuno”

Henri Tommasi, sindaco di Cavarzere

“Non c’è alcun beneficio né fiscale e meno ancora per l’alloggio in cui abita il padre, il quale peraltro ha già chiesto di riscattarlo da tempo” diceva Henri Tommasi, sindaco di Cavarzere, quando gli è stato chiesto di spiegare perché la moglie, Sara Milani, avesse spostato la propria residenza - e quella del loro neonato figlio - nell’alloggio popolare del padre, Artemio Milani, in via Circonvallazione. Un alloggio che dista poche centinaia di metri dalla loro casa in piazza del Bersagliere.

I consiglieri di minoranza, per far luce su questa vicenda, hanno chiesto accesso agli atti all’Ater di Venezia. I documenti sul tavolo della minoranza lasciano molte perplessità, a partire dalle date, sia da quella di richiesta di riscatto della casa da parte del suocero del sindaco (“da tempo” aveva detto il sindaco circa due settimane fa, mentre la domanda è appena del 19 febbraio scorso), passando per il ritorno a casa della moglie, che risale all’ottobre del 2016, mentre l’Ater se ne “accorge” solamente nel settembre del 2017, chiedendo all’assegnatario della casa di spiegare il perché della presenza di altre persone in quell’alloggio. Il comune di Cavarzere l’autorizzazione la concede il 4 dicembre successivo, riferendosi a una domanda presentata il 25 ottobre del 2016.

Una corsa contro il tempo, dunque, tra settembre e febbraio, dove quello che in un anno non era stato praticamente toccato da alcuno, né uffici e meno ancora sollecitato dagli interessati, viene portato a termine in pochi mesi. Con lo stesso sindaco che, nel suo ruolo professionale - è un avvocato - ha scritto all’Ater in nome e per conto del suocero. Ed è su tutto questo che i consiglieri di minoranza ora chiederanno spiegazioni al primo cittadino, con una interrogazione urgente che probabilmente verrà già presentata nel prossimo consiglio comunale.

“Di tutta questa vicenda, rimane un sindaco che non ha avuto un comportamento consono al suo ruolo - commenta la minoranza - intervenendo anche di suo pugno, come testimonia la mail certificata che lui stesso, come avvocato, ha spedito all’Ater per rispondere a una richiesta fatta al suocero, su una materia, gli alloggi popolari, dove è proprio il primo cittadino che, per legge, risponde alle domande per il diritto di subentro e l’ospitalità temporanea. E’ una questione di opportunità, per la quale il sindaco, garante della trasparenza amministrativa, dovrebbe astenersi dall’intervenire, come è opportuno in vicende che riguardino la sua famiglia o quella dei suoi congiunti. E’ un caso di possibile conflitto di interessi, che potrebbe sfociare in un abuso d’ufficio”. “E poi - chiosano - garantire il diritto di un alloggio popolare a chi, è evidente, ormai non ce l’ha più, significa sottrarlo potenzialmente al centinaio di famiglie che lo sta aspettando da anni”.

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