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L’omicidio

Omicidio Maila, in carcere il marito si dispera. Oggi l'interrogatorio

Disposta per lunedì l’autopsia sul corpo della 37enne

Maila, oggi l'interrogatorio del marito. Emergono dettagli sull'omicidio

Piange ed è disperato Natalino Boscolo Zemello, il 35enne accusato di aver ucciso la moglie mercoledì all’alba, all’interno dell’appartamento in via Regina Margherita, al civico 13, a Cavarzere. Arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario, per aver massacrato di botte la moglie Maila Beccarello, due anni più grande di lui, questa mattina comparirà davanti al giudice del Tribunale di Venezia e parlerà, racconterà la sua versione su quanto avvenuto tra quelle mure domestiche impregnate di sangue e disperazione.

L’uomo, alle 6 di mercoledì, ha chiamato il 118 chiedendo aiuto, raccontando di una lite. Immediato l’arrivo delle ambulanze e dei carabinieri, ma per Maila non c’era più nulla da fare. Il corpo della donna è stato trovato privo di vita in giardino: il suo volto tumefatto, a tratti annerito. Il cadavere è stato così trasportato all’obitorio di Chioggia, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ne ha disposto l’autopsia. Esame sul corpo che sarà eseguito lunedì mattina. E ieri, in carcere, dopo aver nominato un avvocato di fiducia l’uomo ha già incontrato il pubblico ministero. Nonostante i segni di violenza sul corpo di Maila siano chiari, la prima versione che Natalino Boscolo avrebbe riferito al suo avvocato racconta uno scenario diverso: parla di una lite iniziata per futili motivi in giardino, a seguito della quale lui l’avrebbe percossa, spingendola poi contro un muro. Da qui Maila avrebbe iniziato a sanguinare, e per aiutare a pulirla l’avrebbe accompagnata nel bagno, al piano superiore. Poi però - secondo il racconto dell’accusato - la trentasette sarebbe scivolata battendo la testa sullo zoccolo della doccia. La chiamata al 118 e il trasferimento del corpo della moglie in giardino per “fare prima con i soccorsi”.

Tutto è ancora da accertare, ma saranno gli inquirenti a stabilire la verità su quanto accaduto all’alba del giorno in cui la 37enne ha perso la vita. Da quanto si apprende, l’avvocato di fiducia chiederà di procedere nei confronti dell’uomo per omicidio preterintenzionale e non omicidio volontario. Al vaglio degli inquirenti, oltre alle dichiarazioni che il 35enne potrebbe riferire oggi, ci sono anche i segni e gli schizzi di sangue trovati in gran parte della casa, in attesa anche del responso dell’autopsia sulla donna.

Dalla ricostruzione dei carabinieri invece, emerge una storia del tutto diversa. L’umo avrebbe pestato la moglie in casa, a pugni soprattutto in faccia, come testimonia il sangue ovunque. Poi, forse già priva di sensi, l’avrebbe trascinata in giardino, sbattuta contro un muro e poi finita a colpi di sedia. E solo a quel punto avrebbe chiamato i soccorsi.

Natalino Boscolo era ai domiciliari, stava scontando una pena di un anno e otto mesi per una tentata truffa: un detenuto modello, tanto da ottenere anche dei permessi per fare la spesa o sostare in giardino. Lei, invece, era una ragazza piena di sogni, con un’infanzia non facile, ma la voglia di amare e crescere non l’aveva mai persa. Si erano sposati nel 2011, dopo anni di fidanzamento, nel segno di un’amore che sarebbe dovuto durare, felice, tutta la vita.

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