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Pettorazza Grimani

Foibe e Shoah, due vie a Pettorazza

Il vicesindaco Grassetto: “La storia non può essere tirata per la giacca a seconda del colore politico che la rappresenta”

Foibe e Shoah, due vie a Pettorazza

“La toponomastica non è solo indispensabile ed utile ad individuare luoghi o strade di una città, prolunga il ricordo delle azioni, dei sentimenti, insomma di ciò che siamo stati, di ciò che è la nostra Nazione”. Lo afferma il vicesindaco di Pettorazza Grimani, ed esponente di Fratelli d’Italia, Andrea Grassetto. A due dei più terribili avvenimenti del Novecento che si ricordino in Italia, tra fine gennaio e gli inizi di febbraio - la Shoah e i massacri delle Foibe che portarono al successivo esodo istriano, giuliano e dalmata - verranno intitolate due strade di Pettorazza Grimani. L’intitolazione di una via alla Memoria è state proposta dal gruppo di minoranza rappresentata dal capogruppo Pino Mazzetto mentre primo proponete di una via ai Martiri delle Foibe è stato l’assessore Grassetto.

“Non può esserci alcun dubbio, inoltre, sulla fondatezza dell’Olocausto, basta la parola per riportare alla mente di ognuno una serie di immagini terribili per le quali dopo aver visto filmati, sentito testimonianze o visionato film non dovremmo quasi più scomporci - prosegue Grassetto - ma non è così, ognuna di queste parole porta con sé un carico di dolore come una ferita ancora aperta, ed è bene che queste sensazioni non si assopiscano mai”. “E’ importante non dimenticare la tragicità dello sterminio di milioni di essere umani tra il 1939 e il 1945 perché dagli errori dal passato, si possa imparare qualcosa, soprattutto in un periodo storicamente delicato come quello che stiamo vivendo e per lasciare testimonianza alle generazioni future - prosegue l’assessore - non si possono rinegoziare le stragi e non ne desistono di più o meno importanti quantificando i morti e non possono certamente essere i caduti l’elemento principale attraverso cui si costituisce un giudizio storico, si tratta di tragici eventi con enormi differenze tra loro e che la politica ha cercarlo di strumentalizzare dimenticando la cosa fondamentale; il rispetto delle vittime”.

“Con questa nostra iniziativa vogliamo far conoscere le Foibe spesso ancor oggi negate sopratutto in Italia e la Shoah che alcuni vorrebbero rinegoziare - conclude Grassetto - la storia non può essere tirata per la giacca a seconda del colore politico che la rappresenta, dobbiamo abbandonare la vecchia idea che una memoria debba necessariamente soffocare l’altra o ridurre la storia è un semplice scontro dialettico tra vincitori e vinti”. L’amministrazione vuole lasciare alle generazioni future memoria perenne di queste stragi “perché ricordando i morti restituiamo a loro la dignità, di una vita spezzata” sottolinea infine il sindaco di Pettorazza, Gianluca Bernardinello.

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