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Wwf Rovigo nel Delta del Po: "Fermate il bracconaggio"

Le segnalazioni

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Un frame del video girato dagli attivisti di Wwf Rovigo

Sabato 5 novembre gli attivisti di Wwf Rovigo hanno effettuato un sopralluogo nel Delta del Po alla ricerca di eventuali fenomeni di bracconaggio. Tre sono state le segnalazioni che i volontari dell'associazione, presieduta da Massimo Benà, hanno girato all'ufficio caccia della provincia di Rovigo, oltre che ai rappresentanti politici delle istituzioni.



Tutte riguardavano l'utilizzo di richiami elettroacustici vietati per legge, dalle 6.30 alle 8.30, nelle lagune Vallona a Porto Viro, Boccasette e Barbamarco a Porto Tolle. In un caso Benà ha fatto notare come il numero verde dedicato alle segnalazioni non abbia risposto, mentre in un'altra occasione c'è stato l'intervento. In tutti e tre i casi c'era un'auto con a bordo una persona vestita da cacciatore "in atteggiamento di controllo".



In 12 anni Benà ha ricordato che le segnalazioni sono state 77 su altrettanti sopralluoghi in giorni, luoghi e orari diversi. "La caccia da appostamento fisso nelle lagune del Delta del Po è caratterizzata da una situazione di illegalità diffusa - il suo commento - il che non significa che tutti i cacciatori che frequentano le lagune siano dei bracconieri. Si richiama però l'amministrazione provinciale ad adoperare tutte le energie possibili per porre un freno ai fenomeni di bracconaggio".



Il servizio completo in edicola nella Voce di lunedì 7 novembre

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