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Le macerie dell’età dello zucchero

I luoghi dell'abbandono

Per vent’anni è stato il cuore pulsante di un’isola altrimenti votata alla sola agricoltura e alla pesca. Lo zuccherificio, da queste parti, era il “mito di progresso”, l’ingresso trionfale nel mondo dell’industria. E tanti, tanti, posti di lavoro.



Era il 1950, e il Polesine - non ancora alluvionato - si stava rimettendo in piedi dalle rovine della guerra. Quell’anno entro in produzione lo zuccherificio di Ca’ Venier. Il grande edificio, che con tutte le sue pertinenze occupava un’area di oltre 41mila metri quadrati, era un vero e proprio mastodonte. Il centro focale di ogni altra attività attorno.



Ma chiuse i battenti appena vent’anni dopo l’inaugurazione. Da allora, di anni ne sono passati ormai la bellezza di 47. E di quella che doveva essere la “Fiat di Ca’ Venier” restano soltanto le macerie.



Il servizio completo sulla Voce in edicola sabato 25 novembre.





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