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Taglio di Po

“Profughi? basta un po' di riso scotto”

Il caso Stefano Fuso, che doveva ospitarli all’Hotel Mancin di Taglio di Po, registrato di nascosto. “Gli butti lì la roba, e poi lasci che facciano quello che vogliono. Tu devi solo incassare”

“Profughi? basta un po' di riso scotto”

A qualcuno il nome di Stefano Fuso non dirà molto. Ma a Taglio di Po lo conoscono bene. E’ lui, infatti, l’imprenditore che aveva preso in affitto l’Hotel Mancin, sulla Statale, per ospitare i profughi. Un’evenienza che, seppure fermata dalle richieste di interventi sulla struttura fatte dal comune e dal momentaneo stop da parte del prefetto, non è certamente andata in archivio.

Ecco, proprio Stefano Fuso è finito nelle ultime ore al centro delle polemiche, ripreso da una telecamera nascosta mentre parla con un camorrista “infiltrato”, inviato dalla rivista on line Fanpage nell’ambito di un’inchiesta sui rifiuti.
E Fuso, non sapendo di essere ripreso, non si è fatto problemi a parlare a lungo anche di profughi, e di come lui intenda l’accoglienza. Anzi, di come l’accoglienza sia un vero affare.

Alcune delle sue frasi, mandate in onda dal sito napoletano, dicono tutto: “Usiamo immobili che non hanno più alcun valore e ci buttiamo dentro i profughi. Sappiamo che 5 o 6 euro li facciamo... Sappiamo che all’anno facciamo 600mila euro di utili e un giro d’affari da milioni senza esserci rotti i coglioni”.

Parole sprezzanti e ciniche, pronunciate i fronte a quello che si era presentato come un possibile socio in affari, seppure con più di una macchia sul casellario giudiziale e con in tasca soldi - per sua stessa ammissione - non certo di provenienza trasparente. Particolare che non l’ha certamente influenzato.

Ed è pure difficile sporcarsi le mani, perché alla fine “basta avere un altro nome che faccia il responsabile”.

Fuso, del resto, proprio sui profughi - oltre che sui rifiuti - ha basato la propria fortuna, cercando sempre di massimizzare il profitto.

E i profughi? Dove sta il vero affare? “Il cibo. Non è che dobbiamo dargli il pranzo di Natale, loro mangiano riso scotto, pollo, sugo. La pasta la vai a prendere alla Barilla quando mancano due mesi alla scadenza e ti buttano fuori sacchi di pasta a 5 cents al chilo.... Compri pesantemente, bilici, così il pasto che avevi calcolato a 6 euro ti costa tre. E il resto in tasca”.

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