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Viaggio nelle frazioni: Grignella

GRIGNELLA - Prosegue, facendo tappa a Grignella, il tour della “Voce” tra le frazioni cavarzerane, l’ultimo lembo a sud del territorio comunale, al confine con Adria e Loreo, dai quali è separato dall’Adigetto.

La zona - che comprende anche le località di Botta, Passetto, Forcarigoli e Cuora con complessivamente 400 abitanti - è stata strappata alla palude con le bonifiche, a partire dall’Ottocento. Come raccontano Gervasio Pivaro e Vanni Bolzon del Comitato cittadino di Grignella, fu l’ultima terra nel Cavarzerano a essere bonificata. È tutta sotto il livello del mare, con picchi di meno 4 metri, una fitta rete di canali pensili la percorre e rappresenta un luogo caro agli appassionati di pesca. Grignella faceva parte dei possedimenti della famiglia Labia, passò poi ai conti Miari e ai Salvagnin, che vi introdussero la bonifica a pompa, arrivò infine la famiglia Silimbani.

Ricca di storia, riporta tracce di centuriazione romana, i reperti del primo secolo ritrovati a Cuora sono oggi il fiore all’occhiello del Museo archeologico di Adria e del Metropolitan di New York. È una zona prettamente agricola, senza un vero e proprio centro, manca una piazza e tutte le case sono lungo la via che costeggia l’Adigetto. Fino agli anni Cinquanta a farla da padrone era il grande latifondo; con la riforma le terre furono distribuite e nacquero molte aziende agricole. Alcune sono tutt’oggi attive, hanno invece chiuso tutte le attività commerciali, l’ultimo a gettare la spugna è stato il panificio, cinque anni fa. Ciò che invece rimane vivo è l’impegno per creare qualcosa per la frazione: è questo lo spirito che anima il Comitato cittadino, gestore del centro civico con la sua biblioteca e ideatore di una serie di iniziative, tra le quali l’annuale concerto a Palazzo Silimbani, giunto all’edizione numero venticinque.

Il Comitato si fa anche portavoce delle necessità per i residenti, chiede una viabilità più sicura nell’accesso alla frazione, oggi costituito da un pericoloso incrocio con la statale che collega Adria a Cavarzere e da strettissime strade arginali. Una priorità è anche la sistemazione della zona, in totale degrado, delle case popolari realizzate dopo il ’51, alcune sono abbandonate a se stesse, invase dall’erba e ridotte a tana di qualsiasi tipo di animale. Il tutto a pochi metri dal Centro civico e dal campetto utilizzato ogni giorno dai ragazzi della frazione.

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