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Viaggio nelle frazioni: Villaggio Busonera

CAVARZERE - E’ Villaggio Busonera il nucleo abitato più vicino al centro tra quelli presenti nel territorio comunale di Cavarzere. A poca distanza dall’ex zuccherificio e dal vecchio linificio, la sua origine è legata al periodo d’oro dell’economia cavarzerana, quando in città c’erano diversi insediamenti produttivi di rilievo. A rivelarlo l’antico toponimo, col quale ancora oggi a Cavarzere si indica la frazione, chiamata anche “case operaie”, che ne dice chiaramente le origini. Durante il ventennio fascista, la zona fu sistemata e venne battezzata come “Villaggio Mussolini”: non esistono immagini a testimoniarlo, ma si narra che le abitazioni operaie erano all’epoca state realizzate in modo che dall’alto fossero visibili le lettere “B” e “M”, a richiamare chiaramente le iniziali di Mussolini.

Oggi la frazione porta il nome del medico antifascista Busonera e ha circa 800 abitanti, aumentati di numero grazie alla recente costruzione di alloggi Ater, gli ultimi dei quali consegnati qualche settimana fa. A tener viva la frazione è l’associazione “Amici del Villaggio” che promuove diverse iniziative, soprattutto a Natale, e si fa carico di sensibilizzare la frazione per realizzare progetti destinati al paese. Wolfango Lazzarin, nel direttivo dell’associazione, evidenzia alcune delle necessità per i residenti, tra le quali avere un luogo in cui ritrovarsi. Esiste il vecchio edificio delle scuole elementari, chiuso da vent’anni e in totale degrado, che potrebbe essere il luogo ideale per creare un centro civico, se ne parla da almeno dieci anni.

“Qui si vive bene - afferma Lazzarin - però si avverte la difficoltà da parte del Comune di pensare anche alle frazioni. Siamo noi residenti che teniamo in ordine gli spazi verdi pubblici e il monumento dedicato a Busonera, ci sono piazzole ecologie da pulire e sistemare e il campetto polivalente avrebbe bisogno di una ristrutturazione. Inoltre, a ridosso della chiesa, c’è un piazzale in ghiaia, utilizzato dai mezzi pubblici per girarsi, ridotto in condizioni pietose. Prima di Natale c’è stata una serie di furti e la popolazione si è sentita vulnerabile: non vedrei male l’installazione di telecamere nell’unica via d’accesso al paese”. Basterebbe poco, quindi, ai residenti del Villaggio per vivere più sereni, giusto i servizi basilari per un centro abitato, tra cui l’illuminazione della strada arginale che lo collega al capoluogo, spenta da mesi.

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