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Lunga vita al negozietto <br/> reinventarsi per non sparire

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Sono i piccoli negozi sotto casa, quelli dove i negozianti ti conoscono da una vita e quando entri ti chiedono “come va?”, e le commesse ti accolgono col sorriso. Quelli in cui la gente va anche solo per fare quattro chiacchiere sulle ultime novità del paese o del quartiere e che con gli anni sono diventati un punto di riferimento per tutto il vicinato.
Ci sarà ancora posto per loro negli anni a venire, o sono destinati a soccombere davanti alla maggiore offerta della grande distribuzione e dei centri commerciali?


Primo Vitaliano Bressanin, presidente provinciale di Confesercenti, è sicuro che le piccole botteghe non scompariranno. Anzi, il loro ruolo in futuro diventerà sempre più fondamentale.

“C’è ancora spazio per il mondo del piccolo commercio - assicura - l’età media nei paesi del Polesine è in continuo aumento, e più anziani significa più necessità di servizi sotto casa. La piccola bottega inoltre è sinonimo di di cultura, di tradizione, di territorio: ci sono diversi aspetti che vanno analizzati in maniera strategica in questa questione. Bisogna pensare a quale Italia - perchè il problema non è solo polesano - vogliamo essere in futuro”.


Cosa bisogna fare dunque per preservare e tutelare queste realtà? “Innanzitutto non bisogna creare ulteriore spazio per la grande distribuzione - spiega Bressanin - oltre a questo approccio difensivo però, bisogna dar vita ad iniziative che possano agevolare i commercianti. Tasse e spese ormai sono un laccio attorno al collo di queste attività. E anche il commerciante deve fare la sua parte, tenendosi aggiornato. Su questo svolge un ruolo molto importante il ricambio generazionale. Non è vero che queste attività sono gestite tutte da anziani, anzi, questo settore può offrire molte opportunità di lavoro e grandi soddisfazioni a tanti giovani”.


Anche per Elena Grandi, presidente provinciale di Acom-Confcommercio, il futuro delle piccole botteghe dipende dalla loro capacità di innovarsi e reinventarsi. E, in questo senso, gioca un ruolo fondamentale l’utilizzo del web e dei social network. Perché se ormai viviamo in un villaggio globale, la piccola bottega di paese deve cominciare ad ampliare i suoi orizzonti, pur mantenendo la sua specifica identità.


“Anche quei negozi in luoghi con minore appeal rispetto ad un centro storico, come le piccole botteghe di paese, possono resistere alla crisi - spiega - per loro vediamo un futuro, stiamo lavorando per questo. Con la Camera di commercio, per esempio, insegniamo ai negozi come costruirsi una vetrina on-line. Ci sono parecchie possibilità per questi piccoli esercizi, l’importante però è l’innovazione. Un esempio ho potuto visitarlo in questi giorni: si tratta di una piccola realtà che vende abbigliamento in Alto Polesine, a Bergantino. In una zona non servita dai grandi centri è riuscita a crearsi un mercato, grazie anche ad uno shop on-line”.

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