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Pedalare rende intelligenti <br/>piste ciclabili per essere più "smart"

L'inchiesta

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ROVIGO - Rovigo e il Polesine hanno tutte le carte in regola per diventare un laboratorio su scala nazionale di “buone pratiche” dal punto di vista dell’ecosistema urbano. Il governo - lo ha assicurato il sottosegretario Nencini - è pronto a finanziare pregetti di questo tipo, “spero che, al di là del colore politico, il comune sia pronto a sfruttarli”. A dirlo è Diego Crivellari, parlamentare polesano del Pd e grande sponsor del progetto sulle cosiddette “smart city”, le città intelligenti, che - tra Adige e Po - dovrebbe declinarsi sulla base dello “smart lend”, territorio intelligente.

“Perché, molto più che altrove, Rovigo è la sua provincia. Mentre Verona, Padova, Venezia ragionano ad altri livello, nazionali e globali, il nostro capoluogo è fortemente radicato nel suo territorio, e senza di esso non può pensare di fare nessun salto di qualità”.



Insomma, Rovigo è il Polesine e il Polesine è Rovigo. L’uno senza l’altro non hanno speranza. “Il nostro territorio - spiega Crivellari - ha la fortuna di non essere stato toccato dall’industrializzazione esasperata, non abbiamo distese di capannoni. Abbiamo invece un paesaggio ancora in una certa misura immacolato, e su questo dobbiamo puntare. Siamo una provincia a misura d’uomo, e dobbiamo giocarci questa carta”.


Insistendo lungo tre direttrici: la tutela del verde, la mobilità sostenibile e il turismo “lento”. “Ormai - l’opinione di Diego Crivellari - c’è un asset fondamentale che fa la differenza e dà la misura di quanto una città investa sulle pratiche ‘smart’: sono le piste ciclabili. Da questo punto di vista, Rovigo e il Polesine potrebbero fare molto di più. Il nostro capoluogo deve orientarsi verso una mobilità che prescinda sempre più dall’uso delle auto private, sostenendo ad esempio il trasporto pubblico locale ma anche agevolando gli spostamenti su due ruote. Per fare un esempio, andare in bicicletta da Borsea al centro di Rovigo, nonostante sia cosa di pochi chilometri, è una vera e propria avventura”.



Ma la bicicletta non risolverà tutti i mali della provincia. “Un’altra cosa che mi sta molto a cuore - aggiunge - è la navigabilità fluviale. Il nostro territorio dovrebbe farne un fiore all’occhiello”.




C’è un altro aspetto su cui Crivellari mette l’accento, ed è di stringente attualità: la gestione dei rifiuti. Per il deputato Pd, la raccolta “non viene fatta in modo ‘smart’, e questo contribuisce a far restare la nostra provincia nella parte bassa delle classifiche nazionali (vedi articolo in basso, ndr). La strada da seguire è quella della raccolta differenziata spinta, porta a porta, anche in città”.


Quindi una valutazione più “politica”: “Per affrontare queste sfide - sostiene il parlamentare - serve però continuità amministrativa ad ogni livello. Non si può andare avanti tra continue crisi. Serve stabilità per poter procedere sulla strada della programmazione”. Altrimenti rischiamo di perdere anche questo treno.

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