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“Formidabile quest’anno” <br/> intervista al sindaco Bergamin

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Massimo Bergamin

C’è poco da fare. Comunque la si pensi, dal punto di vista politico e non solo, questo 2015 ha un protagonista assoluto. Massimo Bergamin, a giugno è diventato sindaco di Rovigo. Anche se lui non lo ammetterà mai, una vera e propria impresa. Perché - diciamolo - i favori del pronostico non erano proprio dalla sua parte. E più che un vincitore designato, all’inizio, quando dalle stanze del centrodestra cittadino è emerso il suo nome, sembrava una vittima sacrificale. Invece, ha sbaragliato il centrosinistra e si è accomodato sulla poltrona più alta della città. Non solo, tempo un mese e si è sposato. Sul piano personale, una doppia rivoluzione a distanza ravvicinata. Tanto che se lui può essere definito, in città, l’uomo dell’anno, di sicuro il 2015 resterà nella sua biografia come l’anno che gli ha cambiato la vita.




Sindaco Bergamin, tra elezione e matrimonio, il 2015 è stato senza dubbio un anno molto speciale per lei.


“Sacrificio, umiltà e sentimenti. E’ stato un anno davvero indimenticabile”.




Come ricorda il periodo che l’ha portata alla guida della città?


“E’ stato davvero un vortice di impegni, studio, emozioni, fatica. E alla fine, un’immensa soddisfazione”.




Dica la verità, quando è iniziata la sua avventura come candidato credeva veramente di poter vincere le elezioni?


“Sì, da questo punto di vista - e sono sincero - devo dire di non aver mai nutrito dubbi. Ero sicuro di potercela fare, e infatti alla fine abbiamo vinto. E vinto bene”.





Ma è innegabile che anche a centrodestra ci fosse scetticismo attorno alla sua figura. Come è riuscito a fare ricredere gli alleati e come ha vissuto gli iniziali attacchi di quelli che, poi, sono diventati compagni di strada?


“Non ho mai risposto agli attacchi politici, e men che meno a quelli personali. Sono sempre andato dritto per la mia strada e continuerò a farlo, da sindaco. L’unica cosa che mi importa è di lavorare per il bene della città, insieme a tutta la maggioranza che mi sostiene”.




In un mese campagna elettorale e matrimonio. Come ha fatto a conciliare i tempi di politica e vita privata?



“Non è stato semplice, ma nella vita, come in politica, le cose semplici le hanno già fatte tutte gli altri. A me sono rimaste le sfide più complesse ma decisamente più appassionanti ed entusiasmanti”.






Qual è stato il ruolo di sua moglie in quel periodo? Le è stata vicina durante la campagna elettorale?


“Adriana ha avuto un ruolo fondamentale. Mi è sempre stata accanto, e devo dire che senza di lei non ce l’avrei fatta”.



Ma quindi sua moglie non le ha mai sconsigliato di fare il sindaco?


“No, anzi, mi ha sempre sostenuto ed incoraggiato”.



Sua moglie è tedesca, e lei è reduce proprio dalla Germania, dove ha passato le vacanze di Natale. Qual è la differenza, anche dal punto di vista amministrativo, tra la realtà di casa nostra e quella che ha conosciuto là?



“Quanto tempo mi concede per rispondere? (ride, ndr). A parte gli scherzi, bisogna dire che il paradiso, dal punto di vista politico o amministrativo, non esiste, ma di certo là, in Germania, li le cose sono organizzate molto bene. Ognuno è consapevole del proprio ruolo, e lo svolge con responsabilità. Non ci sono alibi, e chi sbaglia paga. Sempre. Una ricetta che vorrei fosse applicata anche da noi”.




Sindaco, marito… a quando un figlio?


“Un figlio? Preferirei una figlia: una piccola Adriana. Abbiamo bisogno di donne tenaci e coraggiose”.




Rifarebbe tutto quanto? O c’è qualcosa di quest’anno che vorrebbe cancellare?



“Assolutamente no. Rifarei tutto, esattamente come ho fatto. Per usare una delle citazioni a me più care, nella vita c’è il dolce e c'è l’amaro, e un uomo si deve prendere tutti e due”.




Già, le citazioni. Su Facebook spesso i suoi post parlano d’amore, e a volte fa ampio ricorso a frasi celebri di scrittori o musicisti. C’è una frase a cui è particolarmente legato e perché?



“Questa volta preferisco non citare nessuno. La mia frase preferita l’ho scritta io stesso e dice: ‘Chiudi gli occhi e senti quel che non si dice, vedi quel che non si vede, perché è tutto dentro di te’. Vuole significare che solo dentro di noi possiamo e dobbiamo trovare la forza per andare a avanti. Una forza che nasce e cresce anche grazie alle emozioni e ai sentimenti”.







Qual è l’ultimo libro che ha letto?


“Il libro del mio collega sindaco di Polesella Leonardo Raito e della giornalista Caterina Zanirato, Rovigo, 3 gennaio 1982 - Cronaca e memoria di una tragedia calcolata. Un libro che ho letto perché mi sento particolarmente legato a quel periodo storico e a quel triste episodio, l’assalto al carcere di via Mazzini in cui morì il nostro concittadino Furlan”.






C’è un messaggio di speranza che vuole lanciare in questo periodo di festività?


“La speranza viene da quelli che sono i capisaldi nella vita di un uomo: famiglia, amicizia e amore. Ma quello che voglio dire è che nessuno, mai, deve avere paura di chiedere aiuto”.





Quale augurio farebbe ai cittadini di Rovigo per questo 2016 ormai alle porte?


“Auguro a tutti che non manchi mai la salute. Ma più che gli auguri quello che voglio offrire è una certezza: insieme ce la faremo. Rovigo ripartirà”.




E a lei, personalmente, cosa augura?



“Forza, salute, serenità e lungimiranza, per poter continuare ad ascoltare tutti i miei cittadini, ed riuscire a prendere le decisioni migliori per il bene della comunità, senza esitazioni”.

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