you reporter

“Roma ora è più vicina”<br/>intervista a Diego Crivellari

crivellari[1].JPG

Diego Crivellari

Un 2015 tra il territorio polesano e il seggio alla Camera dei deputati. Per Diego Crivellari, onorevole del Pd, si chiude un anno intenso, che ha visto il parlamentare polesano impegnato su numerosi fronti per dare sostegno al proprio territorio e per rendere il Polesine più vicino a Roma.


Onorevole Crivellari, come giudica il suo 2015? E con quali prospettive si prepara al nuovo anno?


“Ogni buon politico deve saper fare un esame di coscienza per capire se quanto fatto ha corrisposto alle proprie aspettative e al territorio che è stato chiamato a rappresentare. Io posso dire che il 2015 è stato un anno soddisfacente. Anche perché ora comincio a capire meglio i complessi meccanismi che stanno alla base del lavoro da parlamentare. E’ stato un anno di crescita e maturazione personale. Ed è conoscendo meglio questi meccanismi che poi i risultati arrivano. Solo agendo in questo modo, ad esempio si sono salvate le rappresentanze istituzionali sul territorio, mi riferisco alle prefetture”.



In questo senso un territorio come il Polesine ha meno frecce al proprio arco istituzionale da utilizzare.


“Infatti, il nostro territorio in Parlamento può contare su un deputato e due senatori, e solo io faccio parte della maggioranza di governo. Per questo è più complicato sostenere le istanze del territorio. Altre province hanno più rappresentanti che possono fare azione sinergica”.


In un certo senso, quindi, ha dovuto fare lobby da solo.


“L’immagine rende. Per questo diventa fondamentale saper tessere relazioni e rapportarsi con altri deputati per promuovere le azioni necessarie a fare il bene del proprio territorio. Per la questione del sostegno ai comuni terremotati ho fatto squadra con gli onorevoli di Modena. Per il tema dell’idrovia mi sono confrontato con quelli di Mantova. Per la questione del Parco del Delta agisco di concerto con i colleghi di Ferrara”.



Un gioco di sponda con i territori confinanti.


“Un metodo di lavoro che porta ad azioni comuni per chi cerca di raggiungere i medesimi obiettivi. Un lavoro che richiede impegno e costanza, e grande disponibilità a coprire il territorio in lungo e in largo, anche oltre i confini provinciali. Ma alla fine è un metodo che paga”.



Un impegno che le viene riconosciuto dal suo Polesine?


“Ritengo di sì. Ho ottenuto attestati e riconoscimenti anche da amministrazioni comunali che non sono dello stesso colore del mio partito. Ma quando si tratta di fare il bene di un territorio il colore partitico viene dopo. Io partecipo a tantissimi incontri, quando non sono a Roma cerco di essere sempre al centro delle esigenze della mia terra, percorro infiniti chilometri, ma è il nostro compito se vogliamo rappresentare tutto il territorio. E per questo credo che Roma sia meno distante dal Polesine rispetto a qualche anno fa”.



E per il 2016?


“Continuerò su questa linea. Cercando di mettere al centro dell’obiettivo le varie risposte che il Polesine chiede. A gennaio sarò in commissione trasporti per la messa in sicurezza della strada Romea, che riguarda da vicino il Polesine. Poi col consigliere regionale Azzalin ci vedremo con i politici ferraresi per la legge speciale sul Delta. Porterò avanti il dibattito iniziato dalla “Voce” sull’identità polesana, declinandola in modo non autoreferenziale, ma per far crescere il territorio”.



Lavorando in squadra con istituzioni e politici polesani?


“Certo, la battaglia sulle prefettura ha dimostrato che i risultati si ottengono se a Roma vedono un territorio che si muove compatto. Questo deve fare la classe politica, evitare individualismi”.



Una frecciatina rivolta a qualcuno?


“No, però non posso non rilevare che sulle prefettura il comune di Rovigo è stato tiepido, agli incontri gli assessori delegati dal sindaco Bergamin avevano specificato che erano lì solo per verbalizzare quanto veniva detto. Il sindaco parla spesso di area vasta, aspetto sul quale il Pd lavora da tempo. Occorre dare contenuti a questa espressione, individuare interessi comuni da portare avanti, ma senza rivendicare primogeniture che non hanno senso. E quindi anche Bergamin in questo senso deve entrare più nel concreto. Non dimentichiamo che l’area vasta Polesine, bassa Padovana e Chioggia sarà anche il nuovo collegio elettorale, questo il territorio che ci vedrà protagonisti non nel futuro ma già nel presente”.



Metta a fuoco tre sfide per il 2016.


“Dare gambe all’area vasta, che comprenda anche la gestione di servizi pubblici. Il tema delle infrastrutture, dalle strade all’idrovia. Il turismo, grande potenzialità economica per il Polesine. Senza tralasciare però la sanità e e ridare fiato al cammino delle fusioni fra comuni”.



Prima ha parlato di legge speciale per il delta del Po.


“Il primo pilastro deve essere la difesa ambientale e la tutela del territorio. Il secondo quello di una risorsa economica che possa essere stimolo per il turismo e inventivo per chi vuole investire. Una legge che sappia rilanciare dinamiche di di uno sviluppo sostenibile”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.

Powered by Gmde srl