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Il polesano che porta fortuna <br/> intervista a Cristiano Corazzari

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Cristiano Corazzari

Se volete vincere la lotteria del 6 gennaio vi invitiamo a cercare Cristiano Corazzari per stringergli la mano. E’ lui, a tutti gli effetti, il personaggio polesano più fortunato del 2015. Un talismano: tutto quello che ha toccato, ha vinto. Le elezioni di primavera lo anno incoronato personaggio dell’anno. Da sindaco di Stienta, candidato alle Regionali, ha avuto talmente tante preferenze da non poter passare inosservato. Così è stato scelto per formare la squadra di governo del Veneto.



Assessore, ci descriva il suo anno.


“Il 2015 è stato un anno importante e fortunato, ma a onor del vero tutto ciò che è stato ottenuto si deve all’impegno e al duro lavoro. Nella vita, come in politica, nulla accade per caso. La fortuna da sola non basta, certo che se ce n’è anche solo un briciolo, non guasta mai”.



Ci saranno stati anche dei momenti no.


“Abbiamo vissuto un momento buio nei primi mesi dello scorso anno, a causa di una grave rottura dentro il partito, con la scissione con Tosi e i relativi spostamenti anche a livello di provincia di Rovigo. E’ stato terribile perché c’è stata un’emorragia di militanti e nulla era scontato. Abbiamo dovuto lavorare molto per far capire agli elettori la bontà del nostro messaggio in un momento critico ci ha trovati divisi. Abbiamo salutato molti amici, si sono incrinati e compromessi molti rapporti. Però abbiamo mantenuto consapevolezza e forza di chi sente di aver portato avanti con coerenza le nostre idee”.



E’ assessore da pochi mesi, ma ci saranno progetti che ha già nel cuore?


“E’ un ruolo di grande responsabilità. Le sfide sono tante. La strada è apparsa da subito in salita a causa del forte taglio disponibilità in bilancio. Soprattutto in capitoli come la Cultura c’è stata una scarsità dovuta in generale ai tagli subiti dal governo centrale anche alle Regioni virtuose come il Veneto. Tagli che non ci saremmo meritati. Inoltre tengo particolarmente a due progetti di legge attuali. Il primo è quello sul contenimento del consumo suolo nella legge urbanistica. Si tratta di proporre ai veneti un nuovo modo di costruire e valorizzare rispettando di più il territorio e il paesaggio riqualificando il tessuto urbano presente. Pensiamo a tutti i capannoni vuoti e alla loro rigenerazione, ma anche alle zone residenziali, ci sono interi quartieri da riqualificare. E poi c’è il progetto legge sui parchi che presenterò ufficialmente nella prossima giunta: si tratta di rideterminare il modo di governare i parchi veneti e le aree protette per farli diventare non solo elemento vincolato ma anche fonte di sviluppo creando armonia tra attività umane, tutela ambientale e promozione ai fini turistici”.



Ci sono dei sogni nel cassetto di Corazzari?


“Riuscire a fare bene il mio dovere e lasciare un’impronta. In più vorrei vedere un Polesine unito; mi piacerebbe che ci fosse maggior condivisione tra amministratori, che facessero gioco di squadra per il territorio. Vorrei creare un coordinamento sulle tematiche sovracomunali del territorio, ma andando oltre alle materie del mio assessorato. Sarà molto complicato perché esistono divergenze politiche quando non addirittura personali e visioni diverse. Vorrei istituire un coordinamento per amministratori con approfondimenti e tematiche importanti”.



Passiamo al capoluogo. Da coordinatore commissario della Lega Nord di Rovigo, ha vinto anche il Comune.


“Abbiamo vinto anche Rovigo. Anche qui grande vittoria ma grande lavoro di squadra delle forze di maggioranza. Non dimentichiamo la grande esposizione che il partito ha fatto su Rovigo: Matteo Salvini è venuto qui quattro volte, Luca Zaia due volte, anche Massimo Bitonci. L’augurio di buon anno che faccio alla città di Rovigo è che diventi sempre più punto di riferimento amministrativo per il territorio. A Bergamin riconosco il merito di aver spezzato ‘equilibri’ diciamo che duravano da troppi anni. Sentivo lamentele sulla situazione cristallizzata della città. Ecco, ora non c’è più. E’ servito dare uno scossone”.


Quali sono i tre buoni propositi per il nuovo anno di Cristiano Corazzari?

“Trovare del tempo per fare sport. Prima andavo in bicicletta e comunque mi dedicavo ad attività all’aria aperta, vorrei un regime di vita più sano e con meno cene. Vorrei tempo da dedicare alle persone care che vengono sempre trascurate perché tanto sei sicuro che loro ci sono, durante le feste abbiamo recuperato un po’ di tempo per gli affetti. Il terzo pensiero è per chi, lavorando o facendo volontariato, si occupa della sicurezza e della salute pubblica. Persone a disposizione della comunità e alle quali vorrei che venisse sempre dato atto dell’importanza del loro lavoro. E’ grazie a loro se possiamo trascorrere serenamente queste festività di fronte ai problemi che ormai investono le nostre città sempre più soggette a scorribande di gente dedita al malaffare. Grazie a loro”.


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