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Una vita da Masterchef <br/> intervista a Stefano Callegaro

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Stefano Callegaro

Lui è il re dei fornelli, incoronato dal più severo e seguito reality show culinario d’Italia. Si tratta di Stefano Callegaro, vincitore di Masterchef 4. Sono passati dieci mesi ormai dall’ultima puntata della trasmissione, quella decisiva, quando dopo alcuni interminabili secondi di suspense il giudice Carlo Cracco ha emesso il verdetto finale.



Stefano, com’è cambiata la tua vita da quando hai vinto Masterchef?



“E’ completamente diversa, adesso vivo nell’indotto che Masterchef mi ha creato. Sono sempre in giro per l’Italia per partecipare ad eventi e cucinare. Sto terminando di scrivere il mio secondo libro e ho registrato una trasmissione che sbarcherà in televisione a primavera, ma su quest’ultimo punto è ancora tutto top secret. Finalmente posso vivere facendo ciò di cui sono innamorato”.




Da dove nasce questa tua passione per la cucina?



“E’ nata quando ero ancora un bambino, stando vicino a mia madre. E’ stata lei ad insegnarmi i primi trucchi. E poi crescendo ho imparato che con la cucina riuscivo a comunicare cose che non ero in grado di dire con le parole. Che i miei piatti potevano essere un modo per far sapere alle altre persone che tengo a loro, per esprimere i miei sentimenti, e qualche volta per dire ‘ti amo’. Insomma si tratta di una passione che ho da quando avevo cinque anni, e che poi non mi ha più lasciato”.




Una passione che ti ha spinto a metterti in gioco partecipando a Masterchef.



“Non avevo mai avuto il coraggio di fare della cucina un mestiere, anche se in maniera non corretta è stato detto il contrario. Ma mi sono sempre reso conto che era quella la mia strada. Così ho pensato che partecipare a Masterchef fosse la via giusta per intraprendere un cambiamento di vita così drastico. Vincere è stata una delle gioie più forti della mia vita, seconda solo alla nascita di mio figlio. E’ stata un’emozione fortissima, non ci sono parole per descriverla. Venivo da quattro mesi di intensità assoluta, in cui tutti i giorni per 14 ore eri completamente assorbito dallo studio e dalle riprese, con la consapevolezza che ti stai giocando l’occasione della vita. Non potevi sbagliare, dovevi dare sempre il 110%. Le scene da ‘libro Cuore’, come i pianti che si sono visti durante la trasmissione, erano tutte esternazioni di emozioni forti, pure e vere”.



Al di là della cucina, hai anche altre passioni? Come passi il tuo tempo libero?



“Mi piace lo sport. Giocavo con le giovanili del rugby Rovigo prima di subire un infortunio. Quindi sono passato alla pallavolo ed ho raggiunto un discreto livello, la serie B1, con una squadra di Bologna. Poi un’altra passione sono i viaggi, anche se ora che sono sempre in giro quando ho un po’ di tempo cerco di stare a casa. Adesso mi sto appassionando alla fotografia, anche per esigenze di lavoro, visto che sto realizzando il mio secondo libro”.




Quali sono i tuoi progetti per il futuro?



“Finché posso continuerò a trasmettere il mio amore per la cucina attraverso i media, perché possa diventare la passione anche di chi mi segue. Inoltre sogno di aprire un ristorante: non ho nulla di definito in mente ma spero di riuscire a realizzare questa aspirazione entro fine anno. Come location pensavo a Milano, ma potrebbe anche essere nella nostra terra, ad Adria o dintorni”.





Una curiosità: qual è il tuo piatto preferito?




“Risi e bisi: un piatto molto semplice ma molto complesso da realizzare bene. E’ uno dei primi che ho imparato a fare nella mia carriera e uno di quelli che ho preparato più spesso. Riconosco molto di me e della nostra terra in questo piatto. E poi è molto buono”.



Ma come può un piatto rispecchiare la personalità di qualcuno?



“Per esempio risi e bisi è un piatto semplice, schietto, senza tanti fronzoli, ma molto tecnico e preciso, perché creare la giusta consistenza tra la liquidità del brodo e la cremosità del riso è molto meno facile di quello che appare. Tutte caratteristiche che mi appartengono: io sono poco barocco, sono un ragazzo di campagna che preferisce tenere un profilo basso, ma che allo stesso tempo è molto determinato”.

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