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Alla Fossetta, per gustare l’autentica “brasiola del Piave”

Il ristorante

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Fin dal 1500, anno in cui la Serenissima aprì il canale Fossetta, importante via di comunicazione tra Venezia e la terraferma, l’antica trattoria Alla Fossetta era il luogo dove gustare i piatti della cucina povera, ispirata alla tradizione veneziana. Oggi come allora chi si ferma in questo locale trova cibi semplici, dai gusti schietti, legati ai prodotti del territorio.

E’ locale storico: qui c’è ancora il tavolo molte volte occupato da Ernest Hamingway, di ritorno dalle battute di caccia a Caorle. La Fossetta è gestita dal 1986 dalla famiglia Doretto: fino al 2015 anche con papà Riccardo, mentre oggi mamma Elsa, continua instancabilmente a seguire i figli, Flavio in cucina, Alessandro in sala e la nuora Mariella, moglie di Flavio, al ricevimento al bar. L’interno è molto accogliente. Il locale è suddiviso in piccole stanze: la sala degli Affreschi con dodici posti, la sala dei Quadri (24 coperti) e quella degli Artisti (18 posti).

Molto intima è la Taverna con vista sulla griglia. Nella stagione estiva, si può pranzare nell’ accogliente giardino con parco giochi. La scelta è varia ad iniziare dagli sfiziosi antipasti che seguono il mutare delle stagioni: le erbette spontanee di primavera, il radicchio Verdon di Roncade, il carciofo Violetto di Sant’Erasmo, gli asparagi coltivati lungo il Piave, le verdure del Cavallino, il radicchio di Chioggia, quello rosso di Treviso, i funghi e gli esclusivi salumi.

Da non perdere la “Brasiola del Piave”. “E’ la nostra specialità - spiega Alessandro Doretto - la cui lavorazione e preparazione seguiamo personalmente. E’ una lonza avvolta nella pancetta condita con sale, pepe e canella che dopo essere stata insaccata viene stagionata per sei mesi”.

I piatti a base di pasta tirata a mano da mamma Elsa, sono all’anitra o con sughi di verdure. Non mancano naturalmente la pasta e fagioli, e ogni mercoledì i “risi e tochi”, ricetta codificata dalla Confraternita dei Risi e Tochi. Fra i secondi nei mesi invernali la specialità è il carrello di bollito misto accompagnato da svariate salse. Non manca mai la carne alla brace. In alternativa ci sono anche proposte di pesce. Naturalmente tutti i dessert sono fatti in casa, il dolce tipico è la pagnotta del Doge.

La carta dei vini è ampia (circa 200 etichette) e propone una rigorosa selezione delle migliori cantine italiane con particolare attenzione a quelle venete e friulane. Ogni settimana vengono proposti otto vini al calice.
Giusto il rapporto qualità prezzo (30 euro con il vino della casa); la trattoria è chiusa il martedì, telefono 0421 330296.

[right]di Donato Sinigaglia[/right]

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