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Disboscamento nel Parco del Delta, chiesto mezzo milione di risarcimento

Disboscamento nel Parco del Delta, chiesto mezzo milione di risarcimento. Sono in due a processo: sarebbero stati eliminati oltre 8mila metri quadrati dell'area nel territorio di Rosolina.

Disboscamento nel Parco del Delta, chiesto mezzo milione di risarcimento

Sono chiamati in giudizio con l’accusa di danneggiamento e distruzione di un bosco, le dune consolidate e l’habitat, in località Foce dell’Adige a Rosolina. Fatti che si sarebbero verificati a febbraio del 2010.

Questa mattina, in tribunale a Rovigo, si è tenuta una delle udienze del processo che vede imputati il legale rappresentante della ditta aggiudicataria di una gara d’appalto indetta dal genio civile di Rovigo, come committente, e il legale rappresentante dell’impresa esecutrice dei lavori.

Secondo l’accusa, in concorso, avrebbero eseguito lavori di taglio di piante in difformità del progetto autorizzato, eliminando in eccesso circa 8.181 metri quadrati di superficie di bosco ad alto fusto, abbattendo e sradicando le piante, estirpando le relative ceppaie e dissodando il terreno. Inoltre, sempre in base all’accusa, avrebbero invaso arbitrariamente quell’area pubblica al fine di procurarsi un ingiusto profitto derivante dall’acquisizione del legname asportato.

Interventi che, sempre per l’accusa, sarebbero avvenuti in un’area vincolata perchè all’interno del Parco del Delta del Po, ad una distanza inferiore ai 150 metri dall’Adige e su terreno coperto da bosco, senza la prescritta autorizzazione ambientale. Infine, per l’accusa, avrebbero deturpato, con quegli interventi, le bellezze naturali dei luoghi che erano soggetti a speciale protezione. 

Il pubblico ministero ha chiesto un anno e quattro mesi di reclusione. L’ente Parco del Delta, che si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Matteo Ceruti, ha chiesto 500mila euro di risarcimento, con una provvisionale di 250mila euro. La difesa, rappresentata dall’avvocato Luigi Migliorini, ha chiesto l’assoluzione perchè sostiene che il disboscamento è eventualmente legato ad un errore del progetto, non nell’esecuzione; per la difesa, inoltre, tutti i reati si sono prescritti. Il giudice ha rinviato per le repliche al 4 maggio.

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