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Il caso

La Cgil contro tutti in difesa dell’infermiera maleducata

Il sindacato attacca persino l’ordine professionale. Ma per la malata di cancro tornata a casa in lacrime nessuna solidarietà.

La Cgil contro tutti in difesa dell’infermiera maleducata

La Cgil sta con l’infermiera che - secondo la denuncia di una paziente - avrebbe umiliato una malata di cancro. Il sindacato del quadrato rosso, addirittura, arriva a prendere le distanze dall’ordine provinciale degli infermieri, che ha annunciato di voler aprire una procedura disciplinare a carico della professionista. Ma la Cgil non ci sta, e si schiera al fianco dell’infermiera, senza se e senza ma.

Nonostante - se fosse confermato il racconto della figlia della paziente, malata di cancro di 62 anni - le parole dell’infermiera siano francamente inaccettabili. “Mia mamma - le parole della figlia - è tornata a casa piangendo. All’ambulatorio protesico, infatti, dopo un mese di inutile attesa, l’infermiera ha avuto il coraggio di risponderle che in tanti non protestano nemmeno per i sacchetti che mancano, ma se li vanno a comprare”.

Parole che, secondo Marco Contro, presidente dell’ordine provinciale degli infermieri, violerebbero “le regole deontologiche che impongono di instaurare un rapporto empatico con i pazienti. L’infermiera - aveva spiegato Contro - avrebbe dovuto invece attivarsi con chi di competenza per risolvere il problema della paziente, anziché dare una risposta di questo tenore”. Parole, quelle dell’infermiera, per le quali aveva chiesto pubblicamente scusa, già nei giorni scorsi, anche il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella.

Ma non la Cgil. Che arriva, invece, a schierarsi in tutto e per tutto con l’operatrice dell’ambulatorio. “Rimango sconcertato - dice persino Riccardo Mantovan, della segreteria della Fp-Cgil di Rovigo - in merito all’intervento tempestivo, e forse fuori luogo, del presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche di Rovigo. E’ assolutamente inaccettabile che il presidente del neonato ordine colpevolizzi un proprio iscritto”.

La Fp-Cgil sottolinea di voler esprimere “la massima solidarietà nei confronti della collega coinvolta” chiedendo persino al presidente dell’ordine Contro “di chiederle pubblicamente scusa perché la collega merita considerazione e rispetto della sua dignità professionale e personale”. Per la paziente tornata a casa in lacrime, invece, nemmeno una parola.

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