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Paziente umiliata, la Cisl è solidale

"E’ evidente che c’è stato un errore. L’amministrazione Ulss verifichi”. E invece dall’associazione dei malati la scaricano...

Paziente umiliata, la Cisl è solidale

C’è del paradossale nella vicenda della donna di 62 anni, malata di tumore, che si è sentita umiliata da un’infermiera dell’ospedale di Rovigo a cui si era rivolta per ottenere le protesi per stomizzati. Soprattutto perché l’Associazione rodigina incontinenti e stomizzati, attiva fin dal 1999 e che si propone di rappresentare chi soffre di questo problema, quasi colpevolizza la paziente, si schiera con l’infermiera e punta il dito contro l’amministrazione dell’Ulss.

Lo fa per bocca del proprio presidente provinciale, Massimo Turolla. Secondo il quale male ha fatto la donna a rivolgersi all’ambulatorio per poter ottenere i sacchetti per incontinenti. “Tutti quanti noi ce li compriamo, è così”, dice replicando di fatto le parole dell’infermiera che hanno gettato la paziente nello sconforto, facendola tornare a casa in lacrime. Di più: per Turolla bene fa l’Ulss a non concedere i sacchetti a chi li va a chiedere perché, così facendo, creerebbe delle disparità nei confronti di chi - appunto - se li compra da solo

Ma quasi fatica a pronunciare parole di solidarietà nei confronti della paziente che si è sentita umiliata. “Solidarietà? Non riusciamo a capire perché non si sia rivolta a noi... - le sue uniche parole - noi la difendiamo anche, ma prima di accusare chi la segue preferirei sentire anche la versione dell’infermiera”.

Ben diversa, invece, la posizione della Fp-Cisl, che con Carlo Cogo, che segue il settore sanità per le province di Padova e Rovigo, parla chiaro: “E’ evidente che un errore qui c’è stato. E che non debba ripetersi mai più. Come sindacato ci sentiamo di esprimere vicinanza alla paziente che ha subito un disagio. Ci dispiace per quanto successo e siamo convinti che serva una verifica dell’accaduto da parte dell’amministrazione, per capire le modalità con cui si è sviluppata questa vicenda. Dall’altra parte, comunque, ribadiamo la necessità di tutelare la dipendente dell’Ulss: ci chiediamo in particolare che indicazioni abbia ricevuto, in merito alla distribuzione dei sacchetti, da parte dell’amministrazione”.

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