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Palazzo Nodari

La tensione resta, ma il consiglio va

In seconda convocazione tutto fila liscio, anche senza tre forzisti. Alla fine tengono banco buche, stradini e il problema della viabilità in entrata da viale Porta Adige. Solidarietà ai maestri che rischiano il posto di lavoro.

La tensione resta, ma il consiglio va

 La quiete dopo (o prima?) la tempesta. Il consiglio comunale di questa sera 11 aprile, finito alle 23.30 è filato via liscio in seconda convocazione, con un numero legale assicurato ad 11 consiglieri.

All’appello mancavano i forzisti Carmelo Sergi, Luca Paron e Vani Patrese, oltre ad Alberto Borella. I primi impegnati in una prova di forza con il sindaco Massimo Bergamin, il secondo vera scheggia impazzita della maggioranza, insieme alla consigliera Daniela Goldoni.

Fabio Benetti, ex “epurato” del Carroccio, pare invece tornato nei ranghi. Per il resto anche la minoranza ha più volte sottolineato come fosse lei stessa baluardo del numero legale, ma senza sfondare il muro di gomma di Paolo Avezzù.

Nessuna vera polemica sui punti all’ordine del giorno, approvati tutti, anche perché tutti piuttosto tecnici.

Anche perché l’assenza dei forzisti anche in una seduta in cui la maggioranza rischiava di finire sotto è il vero segnale politico della giornata. Il braccio di ferro su vicesindaco e assessore richiesti dagli azzurri, dunque, va avanti.

E andrà avanti almeno per qualche tempo, fino a quando - è l’impressione - non saranno prese decisioni sulla candidatura di Adria e, soprattutto, non si sarà sciolto il nodo dei rapporto fra Lega e Forza Italia a livello nazionale.

Poi finirà come è logico che finisca, con il vicesindaco indicato da Forza Italia e un assessore che prenderà il posto di Luigi Paulon.

Anche ieri sera, intanto, durante la fase delle interrogazioni il Pd ha provato a introdurre il discorso delle delibere del Maddalena e della Baldetti, pronte, ma ancora non arrivate, ma l’assessore Moretti ha smorzato ogni polemica: “Risponderò in forma scritta”.

Il resto è stata ordinaria amministrazione. Tanto che l’unico sussulto è arrivato dall’ingresso in aula del Gatto Rossini, fotografatissimo.

Renato Borgato ha provocato l’assessore Gianni Saccardin per le buche: “Perché non assumere degli stradini?” e l’assessore Luigi Paulon sulle rotatorie, quella Romano, alla fine di viale Porta Adige e quella davanti al Despar, di recente costruzione, “sono malfatte e scentrate”.

Solidarietà di tutti ai maestri diplomati alle magistrali che rischiano il posto di lavoro dopo anni di precariato.

Il servizio completo domani 12 aprile sulla Voce di Rovigo

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