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Il caso

Paziente umiliata, parla la figlia: “Contro di noi, un muro di gomma”

E l'ordine degli infermieri bacchetta la Cgil: "Bisogna chiarire i fatti".

Paziente umiliata, parla la figlia: “Contro di noi, un muro di gomma”

 “Nessuno, né dall’ospedale né delle associazioni sindacali né da nessun altro ufficio si è scomodato, neanche con una misera telefonata, a chiederci come si fossero svolti i fatti”.

Per la prima volta, a ormai una settimana dalla denuncia, parla la famiglia della paziente di 62 anni, malata di tumore, che è tornata a casa in lacrime dopo essersi sentita umiliata da un’infermiera dell’ospedale di Rovigo a cui si era rivolta per chiedere le protesi per stomizzati. E lo fa tramite la figlia, che aveva raccontato - sgomenta - quanto accaduto alla madre.

Le protesti chieste dalla donna (sacchetti per l’evacuazione) non erano disponibili. E di fronte alle sue richieste, l’infermiera - ha riferito la paziente - ha risposto che anziché lamentarsi avrebbe potuto comprarsele da sola, come fanno molti altri malati nelle sue condizioni. Parole che hanno gettato nello sconforto la donna, tornata a casa in lacrime.

“Se il ‘disguido’ fosse stato spiegato con educazione - dice, dopo qualche giorno di silenzio, la figlia della paziente 62enne - si sarebbe tutto risolto. Quello che lascia basita e sconcertata la mia famiglia è il muro di gomma che si è creato attorno all’infermiera. Qualsiasi fossero i problemi alla base, nulla giustifica il suo comportamento che noi riteniamo ineducato e inopportuno”.

Parole a cui si aggiungono quelle del presidente dell’ordine degli infermieri Marco Contro. Che reagisce, duramente, agli attacchi arrivati dalla Cgil che, per difendere l’infermiera non solo si è schierata senza se e senza ma in difesa dell’operatrice sanitaria senza alcuna parola di solidarietà per la paziente, ma si è spinta persino ad ingaggiare un attacco frontale nei confronti dell’ordine provinciale stesso.

“Risulta di una chiarezza lampante - precisa in risposta alla Cgil il presidente dell’ordine Marco Contro - che l’accadimento dei fatti dovrà essere acclarato nelle dovute forme e garanzie, in osservanza dei costituzionali diritti di difesa e di contraddittorio, che solo un procedimento istruttorio formale, quale atto dovuto, può assicurare”.

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