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Tutto sulle sagre... e la movida?

L’incontro sulla sicurezza negli eventi disertato dagli esercenti pubblici. Nessuna risposta dall’assessore Paulon sugli aperitivi. E neanche qualche idea per la prossima estate.

Tutto sulle sagre... e la movida?

Gli organizzatori di sagre, gli unici a essere presenti all’incontro di martedì sera coordinato dall’assessore Luigi Paulon, saranno contenti. Sulle norme vigenti in fatto di grandi eventi, palchi da montare, transenne da sistemare e decibel da tenere d’occhio, pena una multa fino a 10mila euro, adesso sapranno tutto, dopo che vigili del fuoco, polizia municipale, Ulss e tecnici del comune hanno descritto le nuove normative.

Lo sono di meno gli esercenti pubblici, che con maggio che incombe e l’estate che bussa alle porte, non hanno ancora un’idea di cosa voglia e possa autorizzare il Comune per la movida; di quali siano, ad esempio, le 15 deroghe ai decibel concesse. Non solo, degli eventi estivi non si sa ancora niente. Di ufficiale c’è lo Sbaracco. Stop. Un po’ pochino per un assessorato.

Di eventi come il “Nessun dorma”, per il quale l’ex assessore Matteo Zangirolami si era guadagnato il titolo di “re della movida”, e che dava del filo da torcere alla vivacissima Adria, non c’è più traccia, tanto per restare nel tema di via Badaloni, rapidamente “abbandonata” dopo gli anni del successo.

In Gran Guardia, martedì sera, c’erano i rappresentanti delle associazioni e dei vari comitati promotori di eventi, c’era la Confesercenti, ma di baristi e di titolari di locali nemmeno l’ombra. Una sorta di diserzione, secondo qualcuno. Disinteresse, secondo altri.

D’altronde il coordinatore della serata, Luigi Paulon, stava parlando a un’altra platea, a un altro pubblico, ad altri elettori, se proprio vogliamo dirla tutta.

“Io intanto sto aspettando che l’assessore ci dica qualcosa, qualsiasi cosa, sulle serate che vogliamo organizzare per quest’estate”. Da imprenditore anche Rubens Pizzo ricorda i fasti di via Badaloni e ai colleghi dei locali della zona esprime tutta la sua solidarietà. “Anche io avevo cercato un locale in cui investire, e c’era anche lì uno spazio interessante, ma ho optato per corso del Popolo, sapendo la parabola in discesa della via”.

Anche Roberto Menin di Confesercenti ha bene in mente cosa fosse nel 2012 2013 via Badaloni: “Era stata definita la via della movida - ricorda - ma qualcuno che non vuole la musica ha fatto morire tutto. Così è tornata a essere una delle vie secondarie di Rovigo e non più una via principale”.

Un bene, un male? “Non mi esprimo. Dipende da quello che vuole l’amministrazione. Che trovino loro, a questo punto, un modo per animare il centro della città".

Il servizio completo oggi 12 aprile sulla Voce di Rovigo

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