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L’Iniziativa editoriale

I luoghi della caccia alle streghe

Nelle pagine del volume le zone dove si celebravano i patti col diavolo e i roghi dell’Inquisizione

I luoghi della caccia alle streghe

 Abitavano quasi tutte appena fuori le mura. Nella parte della città che ora comprende via Piave, i giardini Bernini e viale Regina Margherita. Poi si ritrovavano nella zona di piazza XX Settembre per tessere malefici, progettare incantesimi, preparare improbabili filtri d’amore. Patto col demonio sarebbe poi stata l’accusa formulata dagli inquisitori del San’Ufficio. Accuse pesanti, con un corollario di torture e supplizi, condanne e fustigazioni.

Sono storie e personaggi della stregoneria in versione rodigina. Sono storie, fatti e misteri contenuti nel libro “Città segreta. Storie, cronache, leggende nella Rovigo del 500”, il volume scritto da Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo in abbinamento gratuito con La Voce di Rovigo da lunedì prossimo nelle edicole di Rovigo città. Un libro che racconta storia ed evoluzione urbanistica della città, focalizzandosi soprattutto sugli anni del ‘500. E mostrando al grande pubblico uno spaccato di fatti e luoghi del mistero rimasti per secoli sepolti negli archivi della città. Le due autrici hanno consultato mappe catastali, testi universitari, documenti storici. E poi le sentenze del tribunale dell’Inquisizione.

A Rovigo, infatti eresie e stregonerie vissero una stagione particolarmente inquietante, forse legata al fatto che il Polesine fu per decenni conteso fra Venezia e Ferrara, terra di passaggio fra stati e contee, solcata da fiumi che erano anche vie d’acqua.

Nelle pagine di “Città segreta” spunta un affresco fatto di storie e microstorie. Streghe provenienti dagli starti più umili della popolazione, dove ignoranza e superstizione avevano terreno fertile. Sono diversi i processi celebrati a Rovigo per estirpare la stregoneria. Gli inquisitori erano di stanza nei vari conventi della città. Bastava un sospetto, una delazione, un’accusa nemmeno troppo circostanziata, per mettere in moto la macchina inquisitoria. E così prende forma il luogo preferito per incontri col demonio: l’area dove ora sorge la chiesa della Rotonda. Lì i rendez vous per mettere a punto riti magici e sortilegi, per spingere al tradimento o sperimentare filtri d’amore.

Stregoneria e Inquisizione vanno di pari passo con la tortura. Lo strumento per estorcere confessioni e abiure veniva praticato nei palazzi del potere. Palazzo Pretorio, prima di tutto, l’attuale immobile che ospita la Camera di commercio era il luogo preferito per il lavoro del boia. Carrucole ed altri strumenti furono ritrovati anche in epoche e restauri successivi. La tortura che andava per la maggiore era quella della corda, con la vittima sollevata per le braccia per praticare “stiramenti” del corpo. Un metodo spesso accompagnato anche da ferri incandescenti. E così si possono conoscere le vicende di Giovanna, Costanza, Clemenza, povere donne accusate di intelligenza col diavolo e di aver escogitato malefici contro altre nobildonne. E poi Laura che abiurò, ma che venne condannata alla fustigazione in piazza Maggiore, l’attuale piazza Vittorio Emanuele.

Centrale, in questa mappa della santa Inquisizione, anche la chiesa di San Francesco, al cui interno si celebravano i processi e sul cui sagrato si costruivano roghi per bruciare il condannato a morte. Prima però gli accusati di stregoneria, ma anche di altri reati, potevano essere richiusi nel carcere del campanile di Santo Stefano, l’attuale duomo di Rovigo. Insomma l’intero centro storico può essere letto come una mappa per ricostruire misteri e segreti del ‘500. Questo e tanto altro nel libro realizzato grazie al progetto “Città Segreta, storie, cronache, leggende della Rovigo del 1500”, promosso da Arci Nuova, associazione comitato provinciale e sostenuto da fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2016”.

Il volume sarà nelle edicole di Rovigo da lunedì, gratis, in abbinamento con la Voce di Rovigo. Il lettore dovrà quindi pagare il solo prezzo del quotidiano.

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