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Stefano Falconi sfiduciato, nuova resa dei conti nella Lega

Al termine del direttivo serale del Carroccio, lunedì 23 aprile, presente Toni Da Re, si sono dimessi in otto facendo così decadere il segretario. Motivi del dissidio: la candidatura ad Adria e la scelta del presidente Ater.

Stefano Falconi sfiduciato, nuova resa dei conti nella Lega

Stefano Falconi

Serata "agitata" nel Carroccio Polesano.

Otto membri del direttivo provinciale hanno rassegnato le dimissioni facendo così decadere Stefano Falconi dalla carica di segretario. La decisione, presente Toni Da Re, è stata presa dopo una discussione che ha visto al centro soprattutto il "caso Adria". Falconi non ha mai visto di buon occhio la candidatura dell'avvocato Manuela Beltrame, che invece è appoggiata d Giorgio D'Angelo, uno dei firmatari delle dimissioni insieme a Pako Massaro e ad una serie di esponenti altopolesani.

Tra l'altro, a norma di Statuto della Lega, la Beltrame non sarebbe candidabile, non avendo i due anni di militanza necessari per essere presentata come esponente del Carroccio.

Adesso per la Lega si apre la strada del Commissariamento, di pari passo con tutte le altre province venete (ad esclusione di Venezia) in cui i segretari provinciali sono stati eletti in parlamento.

A far pendere la bilancia per la sfiducia pare proprio sia stato il "caso Adria", anche se non mancano frizioni, ad esempio, sull'indicazione del nuovo presidente Ater.

Toni Da Re, preso atto della sfiducia, si è preso un po' di tempo per la nomina del commissario, che avverrà solo dopo avere consultato Matteo Salvini, in questi giorni impegnato in partite ben più delicate di qualche regolamento di conti in salsa polesana.

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