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Un insegnante: “Inizio lo sciopero della fame”

Stefano Siviero rischia il lavoro dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato

Un insegnante: “Inizio lo sciopero della fame”

Stefano Siviero ha 42 anni, insegna nella scuola primaria Giovanni Pascoli di Rovigo, e da sabato inizierà uno sciopero della fame, che proseguirà per sei giorni.Una forte forma di protesta contro la recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha di fatto escluso i maestri con diploma magistrale dalle graduatorie ad esaurimento per l’immissione in ruolo, condannandoli a un futuro del tutto incerto.

“Di fronte a uno Stato sordo non ci sono tante altre alternative - ci spiega - e a mali estremi ci sono solo estremi rimedi. Faccio parte del Coordinamento nazionale diplomati magistrali abilitati, e il 28 aprile è stato organizzato un presidio davanti alla sede del Miur a Roma, giorno in cui avvierò il mio sciopero della fame”.Come tantissime persone in tutta Italia, Siviero si trova ad affrontare una situazione definita da molti “paradossale”: “Ci sono tante altre sentenze a nostro favore, ma lo Stato ha voluto ascoltare l’unica che ci dà contro.

Entrando nel merito della vicenda - racconta - io sono già stato immesso in ruolo da un anno, ma con un contratto che ha una clausola.In caso di pronunciazione negativa delle sentenze di merito, il contratto decadrà. Quindi sono anche io a rischio.Questa situazione non riguarda solo circa 250 persone in tutta la provincia di Rovigo, ma migliaia di persone in tutta Italia”.E conclude: “Stiamo lottando per qualcosa che riteniamo ingiusto, per questo non mangerò più da sabato, continuando però, ad andare a lavoro.E il 2 maggio parteciperò al presidio a Roma, essendo il mio giorno libero.Non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci, e lotterò per continuare a fare il mio lavoro”.

L’uomo, infatti, ha iniziato a insegnare nel 2005, girando tutta la provincia, passando di scuola in scuola, continuando ad amare il suo lavoro nonostante le migliaia di chilometri macinati e una sentenza che ora pesa come un macigno.Una protesta che sembra essere solo l’inizio di una presa di posizione, non solo del rodigino Stefano Siviero, ma di una gran parte di insegnanti che in tutta Italia continuano a mantenere attiva l’offerta formativa scolastica, e che ora rischia di trovarsi senza lavoro.

Uniti nello sciopero, sabato presidieranno l’ingresso del ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca nella capitale.Una manifestazione organizzata tramite un tam tam generale, e attraverso la pagina Facebook del Coordinamento diplomati magistrati abilitati. E in tutta Italia non sono stati in pochi ad aderire allo sciopero della fame.

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