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Sanita’

“Nessuna fuga, servono specialisti”

“Nel 2017 sono stati assunti 47 medici. Ma si fatica a reperire alcune figure specifiche”

“Nessuna fuga, servono specialisti”

Medici cercansi all’Ulss di Rovigo. Almeno per quel che riguarda determinate tipologie di specialisti, in particolare per pronto soccorso, radiologia, anestesia rianimazione e ostetricia ginecologia. In questi casi manca un ricambio continuo di professionalità quando si verificano pensionamenti o trasferimenti.

Negli ultimi tempi due questioni sulla sanità polesana sono state sollevate dai sindacati: la tendenza da parte dell’azienda Ulss 5 polesana di ridurre gli organici e la fuga di medici dalle strutture pubbliche a quelle private.

Su questi temi è intervenuto il direttore generale dell’Ulss 5 polesana, Antonio Compostella, affiancato dal direttore dei servizi sociali Urbano Brazzale, dal direttore amministrativo Gianluigi Barausse e dal direttore delle risorse umane Pierluigi Serafini, per chiarire e rassicurare sulla situazione dell’azienda ospedaliera.

“Per quanto riguarda il primo aspetto - ha spiegato Compostella - nel 2017 ci sono state 31 cessazioni, tra pensionamenti e coloro che si sono trasferiti e 47 medici sono stati assunti. Un numero maggiore di assunzioni per sottolineare che non c’è la volontà da parte dell’azienda ospedaliera di andare a ridurre gli organici”.

Per quanto riguarda l’aspetto della fuga di medici verso il privato, il direttore generale ha aggiunto: “Non credo si possa parlare di fuga. Si registrano solo due casi, uno nel 2017 e uno nei primi mesi di quest’anno, di medici che si sono licenziati un anno prima del pensionamento per andare a lavorare in una struttura privata, questo su 460 medici di cui dispone l’azienda”. Poi, ci sono casi di medici che vincono concorsi interni alla Regione o anche in altre regioni, circa un 6/7% all’anno, e quindi se ne vanno ma, come ha sottolineato il direttore generale: “E’ un procedimento naturale il fisiologico turnover di medici che lasciano l’azienda polesana per trasferirsi in un’altra struttura pubblica”.

Il problema principale è un altro che si verifica in Regione e a livello nazionale; la difficoltà a reperire figure specialistiche, in particolare per pronto soccorso, radiologia, anestesia rianimazione e ostetricia ginecologia.

“Il problema nasce - ha continuato Compostella - quando una di queste figure va in pensione, prima di riuscire a sostituirla possono passare dai 3 ai 5 mesi e nel mentre il reparto va un po’ in sofferenza perché l’organico si riduce e chi rimane ha un maggior numero di turni”.

Solo quest’anno dalla scuola di specialistica di Padova usciranno 6 medici specialisti in radiologia, insufficienti a coprire il solo fabbisogno di Padova. “Sono stati riaperti i posti in specialità, - ha concluso Compostella - nel frattempo abbiamo sopperito con i medici del centro sud dove i concorsi erano bloccati. Non è volontà della direzione ridurre gli organici, solo una situazione transitoria fino all’arrivo del medico sostituto”.

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