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Il Convegno

Separarsi via app per il bene dei figli

All’incontro con avvocati ed esperti anche Casale, che ha inventato l’applicazione per divorziati

Separarsi via app per il bene dei figli

Quando il dialogo finisce, insieme alla complicità di coppia e l’unica strada è la separazione, anche questa diventa spesso un terreno di guerra. A pagarne le conseguenze sono molto facilmente i figli, che diventano da una parte oggetto del contendere, dall’altra spettatori loro malgrado di una buona dose di violenza, se non fisica, verbale.

E in un Paese dove nel 2015 (ultimo dato disponibile) le separazioni sono state 82.469 e i divorzi 91.706, il problema della conflittualità della coppia “scoppiata” è quanto mai attuale.

Lo dimostra anche l’afflulenza di avvocati, psicologi ed esperti al convegno “La comunicazione nel conflitto genitoriale”, che si è tenuto venerdì pomeriggio nella sede del consorzio di Bonifica di piazza Garibaldi.

Al tavolo dei relatori un avvocato, un magistrato e una psicologa, riuniti grazie all’organizzazione dell’associazione Altoditerra, che si occupa di tutela dei minori, dell’associazione italiana giovani avvocati di Rovigo (Aiga), dell’Ordine degli avvocati e dell’associazione Ametiste.

Maristella Cerato, sostituto procuratore generale alla corte d’Appello di Venezia è andata dritta al punto: “Nei casi di separazione bisogna prestare ascolto soprattutto al minore, sono loro il vero anello debole da seguire”.

L’avvocato Gianni Casale del foro di Modena, invece, ha illustrato il progetto Anthea, un’app in aiuto ai genitori, che si avvale anche della collaborazione di giudici e servizi sociali.

Si tratta di una sorta di “grande fratello” in cui si possono condividere spese e attività fatte in favore dei figli e che, se contestate, possono essere anche oggetto di valutazione degli esperti. In questo modo il giudice può anche tenere monitorato il comportamento dei genitori vicini alla separazione.

Alessandra Tozzi psicologa dell’età evolutiva è intervenuta invece sulla comunicazione viziosa della coppia. Spesso, ha raccontato, anche le coppie più “civili” che decidono di separarsi senza conflitti, poi dimostrano di averne nelle piccole cose, dalla giacca non fatta indossare al piccolo all’appuntamento mancato. La conflittualità è comunque da evitare per il bene dei figli.

Infine Federica Turlon, avvocato ha presenterà un libro a riguardo. Ha moderato l’avvocato Anna Osti del foro di Rovigo e presidente di Altoditerra. L’evento era gratuito e accreditato dall’ordine avvocati per la formazione.

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