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Palazzo Celio

Consvipo e Provincia, battaglia legale all'orizzonte

Braccio di ferro sulla quota associativa.

Consvipo e Provincia, battaglia legale all'orizzonte

La guerra tra Consvipo e la Provincia di Rovigo sembra ormai destinata a sfociare in un contenzioso legale. Al centro del contendere c’è la quota associativa che Palazzo Celio dovrebbe versare al consorzio presieduto da Angelo Zanellato. Una somma che il presidente della provincia Marco Trombini non ha nessuna intenzione di pagare, visto che farlo significherebbe mettere a repentaglio il bilancio del suo ente.

Nei giorni scorsi Zanellato gli ha inviato una lettera per invitarlo ad un incontro di conciliazione, ma Trombini prosegue dritto sulla sua strada e si dichiara pronto ad andare fino al contenzioso. Insomma, all’orizzonte c’è una battaglia legale, che potrebbe coinvolgere anche gli altri soci che non hanno versato la loro quota al Consvipo.

Oltre all’invito a Trombini infatti, Zanellato ha inviato anche una lettera ai vari comuni spiegando come sia necessario convocare un’assemblea perché ormai la situazione si sta facendo insostenibile. Sarebbero almeno tre le amministrazioni comunali attualmente non in regola con pagamenti.

Probabilmente l’assemblea verrà convocata verso la fine del mese. Qualche idea per rilanciare il Consorzio è emersa in questo lungo periodo di stallo, si è parlato di nuova mission, di area vasta, di coinvolgimento di nuovi soggetti, ma sulle coperture finanziare per realizzarle si addensano molti dubbi. Vari soci, tra cui proprio la provincia, vorrebbero lasciare l’ente ma non possono farlo a causa di uno statuto “capestro”, che stabilisce che nessun Comune se ne può andare senza il via libera di tutti gli altri. Una parte dei sindaci sostiene che sia giunta l’ora di chiudere questo ente, considerandolo ormai poco utile, altri invece vorrebbero riformarlo.

E in mezzo a tutto questo c’è ancora da risolvere il nodo del consiglio di amministrazione del Consorzio di sviluppo: la squadra guidata da Angelo Zanellato, infatti, è dimissionaria da quasi 5 mesi, dal 28 dicembre 2017, ma continua a rimanere al suo posto, nella stanza dei bottoni.

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