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Mercato, ok da Verona e tempi lunghi

Per l’attuazione però serviranno almeno due anni, prima la riqualificazione del Di Vittorio

Mercato, ok da Verona e tempi lunghi

Via libera allo spostamento del mercato. Ma la nuova collocazione per le bancarelle dei mercati del martedì e del giovedì non scatterà prima di un paio d’anni. Prima servirà l’ok del consiglio comunale, della Regione e soprattutto i lavori per la riqualificazione di piazzale Di Vittorio.

Tempi non certo brevi, quindi, ma intanto palazzo Nodari incassa l’approvazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona. Questo ok al piano mercatale, al quale l’assessore comunale al commercio Luigi Paulon, ha lavorato per mesi, è arrivato l’altro giorno. Ma si tratta solo di un primo passo verso l’adozione del piano che cambierà la geografia dei mercati rionali del centro città. Secondo questo ridisegno il mercato del martedì abbandonerà il Corso del Popolo. Le bancarelle si sposteranno in via Grimani, in via Sacro cuore (dove si piazzavano anni fa prima della ristrutturazione del Corso) e in un tratto di piazzale Di Vittorio. Ed è proprio sotto questo punto di vista che entra in gioco la subordinata perché il trasloco avverrà solo dopo la riqualificazione del Corso del Popolo. Per una simile opera però i tempi non sono ancora certi anche se l’amministrazione comunale conta di far partire il bando per la cessione del piazzale entro l’anno. In ogni caso ci vorranno almeno due anni prima che la cosa risulti fatta, ma potrebbero essere anche di più.

Per il mercato del giovedì, invece, il piano prevede lo spostamento delle bancarelle da piazza Vittorio Emanuele a piazza Merlin. Il mercato del sabato in Commenda, invece, non cambierà collocazione.

“La tempistica del piano mercatale - spiega Paulon -ora prevede un confronto con le associazioni di categoria, per illustrare tutti i punti. Quindi un passaggio in consiglio comunale e infine l’adozione da parte della Regione Veneto. I tempi per fare le cose ci sono tutti”. Il progetto si basa anche su una riduzione del numero delle postazioni, e su un ridisegno delle piazzole. “Non ci saranno più mezzi sui liston delle piazze - aggiunge Paulon - e questo è anche un modo per salvaguardare il patrimonio storico e artistico della città”.

Dire che il piano è in discesa, però, sarebbe eccessivo in quanto gli uffici del Comune stanno lavorando al “mercatale” da oltre un anno. E le polemiche sollevate già al momento dell’annuncio delle nuove collocazioni sono state numerose. In particolare gli ambulanti e le associazioni di categoria hanno storto il naso all’ipotesi di abbandonare il Corso del popolo e allestire bancarelle banchi del mercato in via Sacro cuore e via Grimani. Era stata anche lanciata una raccolta firme per dire no al trasloco. Nettamente contrari al cambiamento, da piazza Vittorio a piazza Merlin, anche gli ambulanti del giovedì. I quali nei mesi scorsi hanno lamentato che abbandonare il cuore di Rovigo significherebbe rimetterci, perché vorrebbe dire abbandonare una collocazione centrale per una dove il passaggio di gente è minore e gli spazi per sistemare le piazzole minori.

Infine l’altro problema: il taglio di una quarantina di piazzole per gli ambulanti. Un mercato più ristretto, quindi, con minore offerta, cosa che non ha certo fatto piacere agli operatori. Punti che sebbene abbiano ricevuto il via libera da Verona non sono stati ancora digeriti da associazioni di categoria e operatori. Insomma le polemiche e le contrarietà potrebbero presto riesplodere.

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