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Il caso

Ancora uno stop per gli eventi nei giardini delle torri

I dirigenti bloccano la delibera: il cinema all’aperto resta ancora fermo al palo.

Ancora uno stop per gli eventi nei giardini delle torri

Ormai sembra che sugli eventi in piazza Matteotti incomba una maledizione: appena si riesce a sbloccare qualcosa, ecco che spunta un nuovo intoppo. E intanto l’estate avanza: siamo al 10 agosto e ancora non si sa se e quando il cinema all’aperto prenderà il via.

Due giorni fa pareva che il progetto fosse ormai andato in porto, con l’assessore agli eventi e al commercio Luigi Paulon e le associazioni di categoria che erano riuscite a trovare un’intesa sulla tassa di occupazione del suolo pubblico. A bloccare tutto quanto però, stavolta ci si è messa la burocrazia: i dirigenti del comune, infatti, hanno stoppato la delibera per la concessione dell’area, che giovedì pomeriggio avrebbe dovuto approdare in giunta. Una divergenza sull’interpretazione di alcune norme tra i tecnici e l’assessore fa sì che le iniziative che dovrebbero animare piazza Matteotti siano ancora ferme al palo.

Il progetto prevede eventi tutti i giorni della settimana nell’area delle Due Torri, con visite e mostre nei sotterranei e con la creazione di una cinema all’aperto. Sul grande schermo, finché il tempo lo consente, saranno proiettate anche le partite di calcio e del campionato di rugby, poi i tifosi potranno seguirle nelle sale dei sotterranei. Gli eventi e le iniziative, infatti, andranno avanti per circa sei mesi, fino alla fine del prossimo gennaio.  Al momento però, tutto è ancora sulla carta, e non si sa quando il progetto potrà diventare realtà.

Prima a rallentare i lavori erano stati il braccio di ferro sulla questione del chiosco e l’attesa del responso della sovrintendenza, poi, quando ormai il traguardo sembrava all’orizzonte, è spuntato un nuovo ostacolo: la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, inserita “a sorpresa” nella delibera per la concessione dell’area.  La clausola prevedeva un pagamento di circa 6-7 mila euro, quando originariamente si era parlato dell’azzeramento della tassa. Con una spesa del genere, difficilmente gli organizzatori sarebbero riusciti a stare nei costi.

L’ostacolo è stato superato trovando un nuovo accordo con le associazioni di categoria: la tassa è rimasta, ma la cifra da pagare ora è molto più bassa, meno della metà di quella prevista in origine. La nuova delibera avrebbe dovuto approdare ieri in giunta, ma la dirigenza non si è trovata d’accordo con l’interpretazione di alcune norme, così per l’ennesima volta, l’iter del progetto si è arrestato.

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