you reporter

L'allarme

Vogliono strangolare la pesca

Per salvare tartarughe e delfini il ministero si prepara ad istituire un’area di protezione speciale

E’ andata avanti un po’ sottotraccia, ma alla fine la notizia è esplosa, e per l’intero settore ittico del Delta del Po rischia di essere una Caporetto.

Anzi, peggio di una Caporetto, perché poi dopo la rotta ci si è ripresi ma dopo un divieto di questo genere in pochi riuscirebbero a sopravvivere. Il problema, in parole povere, è questo: per salvaguardare tartarughe e delfini che oramai vivono numerosi nell’Alto Adriatico, il ministero ha chiesto alle regioni che si affacciano sul mare di predisporre gli studi per l’istituzione di un’area ad alta protezione. Tradotto: un’area in cui vietare - del tutto o quasi - la pesca.

E il Delta, che già si affaccia su di un parco patrimonio dell’Unesco, trema. Per il momento le Regioni Veneto, Emilia e Friuli hanno fatto fronte compatto nel rimandare la palla dall’altro lato del campo chiedendo un incontro urgente al ministero. Lo scopo è quello di evitare ogni divieto di pesca. Lo dice lo stesso assessore Pan: “Le sorti della flotta peschereccia dell’Alto Adriatico potrebbero essere messe a repentaglio”. E parliamo di 660 pescherecci e di oltre 5mila occupati. Ma parliamo anche di un settore come quello dell’allevamento di molluschi. Insomma: la spina dorsale dell’economia polesana.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl