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Le celebrazioni

Memoria e social, divisioni e unità: il 4 Novembre in Polesine

Adria, Cavarzere, Rosolina, Taglio di Po e Lendinara hanno ricordato la fine della Grande Guerra e la festa delle forze armate

Inusuale strappo al protocollo alla commemorazione del Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate ad Adria. In piazzetta San Nicola, subito dopo la deposizione della corona dall’alloro da parte del sindaco, accompagnato dalla diversi rappresenti dei corpi dello Stato, una delegazione dello Spi-Cigl guidata dal presidente Mario Fregnan ha deposto una mazzo di fiori, il tutto all’interno della cerimonia. Appare chiaro che i pensionarti Cgil non si sono sentiti rappresentati da Omar Barbierato. Inoltre lo Spi-Cgil ha partecipato al corteo con le proprie bandiere, circa cinque, mai era successo prima, e le ha tenute abbassate durante l’Inno di Mameli e la resa degli onori. Non pervenuta, invece, l’Anpi, l’associazione partigiani, probabilmente a questa associazione i Caduti della Prima Guerra Mondiale non interessano.

A Cavarzere è il vicesindaco Paolo Fontolan a ricordare come "nella vita di tutti i giorni magari passiamo spesso e distrattamente per di qua - riferendosi alla lapide dei Caduti della Prima guerra mondiale - ma oggi vogliamo fermarci e fare silenzio, per un doveroso omaggio ai nostri Caduti. Con un semplice colpo d’occhio possiamo vedere quanto è stato grande il sacrificio compiuto dalla nostra comunità a beneficio della nostra Patria, l’Italia. Cento anni fa non ci fu praticamente famiglia che non pianse un congiunto. Quella lapide reca i nomi di tanti soldati, giovani e meno giovani, ragazzi del ’99 e padri di famiglia, contadini, operai ed impiegati, poveri e benestanti, istruiti ed analfabeti; uniti dal tragico destino per una morte prematura ma anche dall’eroico sacrificio per la Patria dietro quei nomi possiamo ritrovare la storia dei Cavarzerani, l’anima della nostra città. Quella lapide ci ricorda quanto dolore e quanto sacrificio sia costata ai nostri progenitori l’Italia unita e libera e ci fa capire quanto sia prezioso questo dono di cui noi godiamo ma ci insegna anche che solo con lo sforzo comune di tutti, con l’impegno in prima persona generoso e disinteressato una nazione può crescere”.

A Rosolina, al termine della messa, celebrata dal parroco don Renato Felletti, si è tenuta la tradizionale cerimonia commemorativa. Il sindaco Franco Vitale, il quale ha ribadito come “nel centenario di questa ricorrenza sento nell’aria il grande rischio di una drammatica perdita della memoria collettiva. Oggi in questa specie di piazza senza regole che è il mondo di internet e dei social, tutti sanno tutto di tutto, si nega la storia, si mette in discussione la stessa realtà dei fatti, la stroncatura degli altri prevale sul dialogo, si danno per buone affermazioni del primo che parla o scrive, senza nemmeno prendersi la briga di verificarle. Per fortuna c’è un’altra Italia che cresce giorno dopo giorno, emergenza dopo emergenza, le nostre forze armate, le forze dell’ordine e la grande famiglia del volontariato sono presenti nel mondo per promuovere la pace e sempre attivi sui luoghi dove si consumano i disastri più terribili, dando la dimostrazione pratica di come sia questa l’Italia migliore. Un’Italia che si sente unita, solidale, determinata difendere la pace e il proprio benessere, un’Italia che non vuol dimenticare il passato ma fa tesoro di quanto i nostri genitori ci hanno tramandato”.

A Taglio di Po l’amministrazione comunale ha celebrato il 4 Novembre alla presenza dell’ex generale americano Richard Tabor, cittadino onorario tagliolese, di Vitoronzo Castellano, vicecomandante della locale stazione dei Carabinieri e di Maurizio Finessi, comandante della Polizia Municipale. Il sindaco Francesco Siviero ha introdotto il suo discorso con la poesia di Trilussa “Fra cent’anni”, da cui è partito per esprimere la dura condanna della guerra, sottolineare la cultura della pace, il senso di fratellanza e di comune appartenenza degli italiani che combatterono uniti e insieme come italiani “mentre invece oggi , nonostante le devastazioni e lutti causati dall’ondata di maltempo che ha colpito il nostro paese dal nord al sud, riusciamo a dividerci”. “Ho l’amarezza nel cuore - ha proseguito il primo cittadino - nel vedere che una nazione viene intesa come tale solo quando c’è un nemico da combattere. Ma siamo una nazione, siamo fratelli tra noi ed è importante crescere insieme perché solo così potremo continuare a costruire questa nostra grandissima casa che è l’Italia”.

A Lendinara il centenario della fine della Grande Guerra è stato l'occasione per celebrare con una cerimonia speciale i quattro Caduti della Banda cittadina. Il Corpo Bandistico Città di Lendinara ha poi aperto il corteo che si è portato, attraverso Riviera Mazzini e via IV Novembre, fino al Famedio “Chiesetta di San Rocco”, riaperto nel settembre dello scorso anno dopo un importante restauro. Qui si è tenuta la deposizione delle corone e l’onore ai caduti, con la partecipazione numerosa della cittadinanza e delle autorità. Il ricordo dei quattro componenti della banda che sono Caduti nella Prima guerra mondiale, Ardicio Gallani, Olinto Giacometti, Gustavo Piron e Armando Targa è stato rinnovato con l'inaugurazione della rinnovata targa loro dedicata che venne posta già nel 1923 dai compagni. Il sindaco Luigi Viaro ha voluto sottolineare come la mattinata fosse stata un’importante occasione per “mettere insieme la comunità e ricordare che la memoria è un concetto vivo”. Ha voluto poi ringraziare chi si adopera per il Famedio e “chi ci sprona a non dimenticare il passato”.

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