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Lo smog in città non concede tregua

Opposizione all’attacco, Businaro: “Le politiche del Comune sono ridicole e pericolose”

Lo smog in città non concede tregua

Resta alto il livello di smog in città. Nell’ultima rilevazione Arpav disponibile, quella di venerdì scorso, a Rovigo si è registrato un altro sforamento del limite di guardia. In attesa dell’ordinanza annunciata dal Comune di Rovigo per lunedì, le polveri sottili hanno nuovamente toccato la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Proprio il valore di confine, che raggiunto il quale l’aria viene definita scadente.

Pm10 ancora in alto, ed è il quinto valore sopra soglia (anche se l’aria è scadente da oltre il numero 50, ma siamo lì) degli ultimi sette giorni. Ma nei due giorni rimanenti la qualità dell’aria non è stata rilevata. Smog imperante in tutto il Veneto, dato che venerdì l’aria ha superato, e di molto, il limite 50 in tutte le città del Veneto ad esclusione di Belluno. A dimostrazione del fatto che le polveri sottili non conoscono smog, e che la situazione è preoccupante in tutto il Veneto e nel resto della Pianura Padana. Ed è per questo che quasi tutte le città si stanno attrezzando con norme per contenere i livelli di inquinamento atmosferico. In molti casi con ordinanze di limitazione del traffico automobilistico. Ed una ordinanza, anche se non si sa ancora in che termini, è attesa per domani dal Comune di Rovigo.

E a proposito di contrasto all’inquinamento è critica con l’amministrazione comunale l’opposizione alla giunta Bergamin. L’esponente del Pd, ed ex direttrice di Legambiente, Giorgia Businaro parla apertamente di “Buffonata. È il termine giusto per descrivere ciò che sta accadendo a Rovigo riguardo le misure anti-smog. È stata una buffonata emanare un’ordinanza il primo ottobre e ritirarla dopo 10 giorni, dichiarandola inutile, è una buffonata riproporla ora, dopo 40 giorni di sforamento dei limiti di Pm10, solo per salvarsi la faccia ma, allo stesso tempo, dicendo ‘non abbiamo cambiato idea sul fatto che non cambi nulla’. Rovigo è l’unico capoluogo del bacino padano privo di politiche attive di contenimento delle emissioni inquinanti. Ed è l’unico a non avere alcun progetto in ambito ambientale e nessuna strategia politica a riguardo. Se, per certi versi, l’amministrazione Bergamin è spesso risultata ridicola, a questo punto non può che definirsi pericolosa. E’ il sindaco la prima autorità sanitaria cittadina, lui ha responsabilità in merito a salute e sicurezza dei rodigini. Ma, se un incidente può avere conseguenze immediate, lo smog uccide piano piano e così nessuno si assume le proprie responsabilità sulle malattie, sui tumori, sui danni causati all’apparato respiratorio”.

E ancora: “In Italia, ogni anno, si registrano 80.000 morti per cause legate all’inquinamento atmosferico. Rovigo non merita tutto questo. Rovigo merita un cambio di passo radicale, una nuova classe politica che metta l’ambiente al centro della propria azione”.

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